Voglio potermi definire ed apprezzare come voglio io!

Evelyne, chi è una black-italian? 

Diciamo che il termine black-italian ha diversi sinonimi come seconde generazioni, afropolitani, afroitaliani, insomma gli aggettivi sono tanti e penso che ognuno abbia il diritto di scegliere quale meglio lo rappresenti, quale utilizzare per autodefinirsi. Nel mio caso preferisco la parola afroitaliana o meglio ancora italoghanese, in modo da evidenziare la duplice identità che mi appartiene, per dare spazio alle culture e due paese che ho intrinseche in me. Un mix tra essere Italiana e Ghanese, la prova che due paesi così lontani e distanti, due continenti diversi, continenti a parte, possono incontrarsi e creare qualcosa di positivo e magico.

Com’è nata l’idea di www.nappytalia.it

Nappytalia nasce per un’esigenza personale, per soddisfare il bisogno di essere me stessa attraverso i miei capelli. Tutto nasce dopo che mi rendo conto di non essere come gli altri mi vedono. Ergo mi sono sempre considerata “italiana al 100%”, ma ad un certo punto della mia vita, spostandomi da Nova Milanese a Milano, gli altri hanno iniziato a farmi notare che oltre all’essere italiana c’era una parte di me che non avevo mai preso in considerazione, perché io non facevo neanche caso al colore della mia pelle. Penso che vedersi crollare di fronte le certezze di 19 anni, quasi 20 di vita, sia alquanto devastante. Tu dici di essere in un modo, ma la vita quotidiana, la tua carta di identità, il tuo passaporto, chi non ti conosce, ma ti circonda, ti incontra casualmente ti vede solamente come nera, ti sottolinea costantemente questa diversità che prima di allora mai avevi colto così profondamente. Ebbene sì, mi sono dovuta guardare allo specchio e fare i conti con la realtà, ma soprattutto la verità, perché’ gli altri penso non hanno fatto nulla di male, forse in primis toccava a me abbracciare l’altra mia metà. Sono riuscita a superare questa “crisi di identità” leggendo dei libri di Osho, che mi hanno permesso di cogliere la mia essenza, la mia parte più nascosta, mi ha aiutato a togliere le maschere e corazze che usavo per non farmi del male o semplicemente per sentirmi parte della società, finalmente mi sono mostrata per quella che ero: Evelyne. Sì perché alla fine di questo percorso ho capito che non vi era nulla di sbagliato in me, dovevo semplicemente essere me stessa. Essere la ragazza spensierata con l’accento brianzolo, ma che parla anche in Twi ed Inglese, che ama il fufu (tipico piatto ghanese) ma anche la polenta con la salsiccia, che gesticola mentre parla ma che ha la pelle color ebano. Io ero e sono semplicemente bellissima così con queste sfumature contrastanti tra loro ma che hanno una ricchezza indescrivibile, perché mi rendo conto solo ora del bello di ciò. Una volta ritrovatami, ho deciso di esprimere ciò attraverso i capelli, ci sarebbero state tantissime altre cose che avrei potuto utilizzare, ma i capelli per me, hanno sempre avuto un ruolo importantissimo. Ho sempre prestato particolare attenzione alle mie acconciature; c’è stato il periodo di extension, treccine, mi sono rasata completamente, mi sono rasata alla Rihanna, ogni acconciature descriveva il mio stato d’animo, e finalmente che ero me stessa, che acconciatura si addiceva a me? Per logica ho pensato, li lascerò crescere naturalmente, senza applicare nessun prodotto, volevo vedere come sarebbero venuti fuori i miei capelli senza la stiratura chimica, nel giro di 2 o 3 mesi ho scoperto una ricrescita riccissima, boccolosissima, foltissimi, mentre sopra erano stirati e pochi in consistenza. Non ho avuto il coraggio di tagliarli tutti subito, ho deciso di fare il transitioning e più vedevo come crescevano i miei capelli naturali, più ero felice. Ogni mese tagliavo 5 cm della parte stirata, poi finalmente mi sono decisa e mi sono liberata di tutta la parte stirata. Big chop : aprile 2013. Ero felicissima, contentissima, vedevo i miei capelli, sani e forti, ma soprattuto ero me stessa al completo, fuori e dentro. Per i primi mesi mi sono immersa su internet alla ricerca di informazioni, siti, tutorial, qualsiasi fonte, potesse darmi info sulla cura dei capelli Afro. Intere giornate e pomeriggi a tradurre informazioni in inglese, americano e francese, poi ad un certo punto ho conosciuto Belinda, la mia salvezza per il primo anno di “Natural Hair Journey”. Una ragazza di origine Ghanese , natural da ormai 3 anni che però studiava architettura a Firenze, quindi collegate grazie a Facebook lei ha iniziato a dimezzarmi il “lavoro” delle mie traduzioni, dandomi dritte e consigli ad ogni ora, non stop. Ma io non ero ancora soddisfatta, mi pareva alquanto strano ed assurdo che in tutta Italia fossimo le uniche due ad aver scelto questa strada dei capelli Naturali, ad aver detto no alle creme stiranti (oltretutto dannoi) quando invece in America se ne parlava gia’ da 7-9 anni, ed in Francia e UK da almeno 5. Mi son detta vediamo se sono veramente l’eccezione?! 1 Gennaio 2014 apro una pagina Facebook, Afro-Italian Nappy Girls, l’inizio di Nappytalia. Afroitalian perche’ volevo evidenziare questa mia presa di coscienza e di esistenza della mi duplice identita’, Nappy deriva da un termine Americano che vuol dire “Naturally Happy” e Girls perche’ non sapevo ancora che oltre alle ragazze, molti ragazzi si sarebbero uniti alla casua. La pagina ha fatto un discreto aumento di followers quotidianamente, molto attiva sui diversi temi per la gestione dei nostri capelli, veramente ricca di contenuti ed interventi di molte ragazze, ma a me mancava una parte, non era tutto cosi’ astratto, c’era qualcosa di profondo ed oltre quei capelli, quei prodotti, quei modi di acconciare i miei capelli. Se avete letto fin ora piacevolmente il mio racconto, avrete “inconsciamente” scoperto che a me piace scrivere, ma difficilmente condivido i miei pensieri per una questione di timidezza e riservatezza, ma in quel momento della pagina dovevo far capire cosa aveva spinto me Evelyne a non stirare più i miei capelli. Volevo trasmettere il lato identitario, l’accettazione mentale e fisica dietro quel hobby. Scrissi un saggio “IO CHI SONO?” dove raccontavo a grandi linea in maniera molto leggera, le diverse tappe della mia vita, del mio percorso e cercavo di trasmettere l’essenza dietro quei capelli Afro. Se sono qui a scrivervi e’ perche’ quel saggio e’ arrivato, non solo alle ragazze della pagina, che si rivedevano in questa confusione, a chi i capelli naturali non li aveva ma vedeva questa somiglianza ma anche molte persone che in questo anno e mezzo hanno concesso e dato visibilita’ ed importanza a Nappytalia per il duplice lavoro e messagi di consapevolezza ed accettazione che sta mandano. Il blog e’ nato a settembre 2014, per mantenere un profilo piu’ professionale ed ordinato, includendo diverse parti come la parte dei Vocaboli, Storie della Nappy girls, la storia dei capelli Afro e degli articoli sulle Nappy celebrities per rendere il piu’ esauriente possibile questo “nuovo” mondo, includendo da questo anno gennaio 2014 la parte commerciale di vendita di prodotti per i nostri capelli Afro.

Cosa vuol dire per te essere “felicemente se stessi”?  

Per me essere felicemente me stessa vuol dire potermi definire ed apprezzare come voglio io, senza dovermi sentire non abbastanza tra due schieramenti, vuol dire cogliere ogni mio lato e sfacettatura, accettare il fianco sporgente e la mia taglia 46 anche se le modelle in passerella portano la 38, vuol dire che essere nera non voglia per forza collocarmi lontano dalla mia Italia, ed il fatto di parlare bene l’Italiano e peccare magari nel mio Twi non mi renda altrettanto Ghanese. Essere Felicemente me stessa, vuol dire accettarmi ed apprezzarmi con i miei limiti, ma altrettanti pregi.

Un consiglio ed un augurio a Evelyne. 

Dovrei dormire e riposare un po’ di più, attualmente non posso ancora dedicarmi solo ed esclusivamente a Nappytalia, svolgo anche un altro lavoro come receptionist part time per poter “tirare avanti”. Quindi è come se lavorassi 24 ore su 24, ma seguire il mio progetto, la mia creazione mi piace moltissimo ed anche se sto sveglia fino all 2 alle 3 di notte ed il mattino dopo alle 6 sono in piedi, diretta verso l’ufficio, non sento la stanchezza, perchè la soddisfazione personale nel realizzare, raggiungere traguardi ma soprattutto vedere come ciò che Nappytalia sta facendo sta introducendo finalmente un nuovo canone di bellezza. Per me mi auguro di realizzarmi, di diventare imprenditrice a tutti gli effetti, mamma part time e continuare verso i miei sogni, ma l’augurio più grande è di rimanere me stessa ora che mi sono ritrovata, di non cambiare mai e non permettere agli avvenimenti di cambiarmi.

Un consiglio ed una augurio a LeadingMyself.   

Includiamo sempre più donne di altre origini per far vedere la multiculturalità di questa Italia, ma soprattutto la presenza di un nuovo volto dell’Italia. Vi auguro di continuare a trovare esempi di donne che fanno la differenza e sono leader nel loro piccolo, e di crescere.

A cura di Barbara M.    @paputtina

 

Mi chiamo Evelyne Sarah Afaawua, sono nata in Francia ma cresciuta in Italia, a 12 anni mi sono trasferita in Ghana per 4 anni dopo di che sono rientrata in Italia. Mi sono diplomata a pieni voti come perito aziendale e corrispondente in lingue estere all’Istituto Commerciale Martin Luther King, o poi proseguito i miei studi all’Università Commerciale luigi Bocconi in Bachelor of international economics and management. Attualmente mi definiscono una natural hair blogger, imprenditrice ed una coach. Tra i miei hobby, lettura sui capelli afro e storia dell’Africa ed andare in palestra per scaricare lo stress. Dall’anno scorso sono Facebook dipendente, amo troppo seguire la mia community e conoscere tutte le ragazze che ne fanno parte. Tedxmilanowomen speaker, finalista ai Moneygram Awar

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