Il faro del Capel Rosso, la nostra sfida per un turismo innovativo!

veronica mura
Mi chiamo Veronica Mura, ho 49 anni compiuti, separata, ho due splendidi figli Pietro di 12 e Lorenzo di 11 anni, abito sulle colline fiorentine, esattamente a Lastra a Signa (FI). Sono il presidente dell’azienda di famiglia che opera e si occupa della Costruzione Strumenti Oftalmici, azienda leader nel settore e che quest’anno vanta i suoi primi 50 anni di attività.
Un giorno, quello che io definisco “di ordinaria follia”, vedo su un social la notizia che Demanio e Marina mettevano in bando per la gestione dei fari marittimi.
È scattata l’insana curiosità e poi mi sono detta: “chissà se riuscissi ad aggiudicarmi un faro“… Da lì ho fissato il giorno per fare il sopralluogo.
Ricordo bene che il giorno del sopralluogo fu fissato per il 6 novembre 2015. Un splendida giornata di sole, inaspettatamente calda. Prima abbiamo fatto il sopralluogo al faro del Fenaio, sempre sull’isola del Giglio punta nord. Non ero rimasta molto colpita da questo faro, bello ma mancava la scintilla scatenante (io vado molto ad istinto).
Poi ci siamo incamminati verso il sentiero che conduce al faro del Capel Rosso. Lì fin da subito c’è magia, c’è il profumo che ti accoglie tra la vegetazione che nasce prepotente sulle rocce, sul granito. Il faro faceva intravedere la sua imponente lanterna e già era meraviglioso. Avvicinandosi si notava sempre più la sua imponenza.
Splendido, pensare che sta lì dal lontano 1883 e che la sua lanterna illumina e indirizza la strada fino a 23 miglia di distanza.
Nel frattempo le mie sorelle Gilda e Viola si sono appassionate con me e così abbiamo costituito una nuova società, Le Esperidi srl. Abbiamo scelto Le Esperidi in quanto nella mitologia erano tre sorelle guardiane del giardino di Venere e quindi, come noi, custodi di qualcosa di molto bello e suggestivo.
La preparazione al bando di gara è stata molto impegnativa, tra requisiti obbligatori e vincoli, ma anche divertente. Abbiamo fatto un gioco di squadra perfetto, sia con i professionisti che ci hanno aiutato sia con i vari team per preparare il programma di rivalorizzazione, il quale comprendesse la parte turistico-ricettiva, la destagionalizzazione, il coinvolgimento del territorio, degli eventi educativi e sociali.
Il nostro programma prevede una vasta gamma di attività, una diversificazione di offerte per chi vorrà essere nostro ospite.
Quindi, secondo me, siamo state premiate perché traspariva, oltre la bontà delle proposte, una grande energia positiva e diversa dai soliti progetti di B&B o hotel di lusso.
Il nostro concorrente avversario era la società GM ovvero il famoso chef e ristoratore Gualtiero Marchesi, il quale ha partecipato anche per altre concessioni su altri fari.
In molti mi hanno chiesto perché un faro e perché ho partecipato.
Abbiamo partecipato innanzitutto perché vogliamo difendere il patrimonio italiano. Siamo italiane, abbiamo un’azienda italiana al 100% e crediamo che, invece di lamentarsi, bisogna iniziare a riscattarci e difendere quello che la storia ci ha lasciato.
Il faro rappresenta, inoltre, un luogo dove sono possibili molte attività di tipo economico. E poi il faro è la luce guida, qualcosa che salva, che indica la via che ormai spesso è confusa.
Il Faro di Capel Rosso è immerso nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, quindi ha un sacco di vincoli a tutela della natura intesa a 360 gradi. Molte cose non potranno essere realizzate, per esempio non avremo una piscina (c’è un mare però splendido).
A noi piace il fatto di essere in un parco!
La natura è il mezzo per ristabilire un contatto primordiale che oggigiorno abbiamo perso.
Il nostro intento è fare un turismo innovativo.
Molti ne parlano, ma poi se vai nel profondo tutti cadono più o meno nel proporre offerte standardizzate, mirate ad offrire un lusso dai canoni omologati.
Nel faro vorremmo offrire qualcosa di semplice, un luogo dove l’ospite possa restare ad ammirare la natura, ascoltare il silenzio o le onde del mare, o i gabbiani. Un luogo dove la notte poter vedere le stelle che sono infinite, ascoltare le leggende dell’isola, imparare a cucinare per prepararsi la cena, magari cucinando quello che si è pescato durante il giorno. Oppure far visita alle aziende vinicole limitrofe. Camminare scalzi sui gradini che portano al mare e rivivere la vita che facevano i faristi quando ci abitavano.
Il faro sarà fatto per un turista attivo, per coloro che amano la natura e sanno apprezzare il ricongiungimento.
Il Faro avrà solo 4 suite, proprio perché crediamo che l’ospitalità vada fatta su misura, cucita con calma, personalizzata.
L’investimento è grande. Parlo di circa 700.000 euro di restauro conservativo, oltre ai 75.000 annui che dovremo corrispondere alla Difesa Servizi srl (società che gestisce gli immobili della Marina Militare).
La burocrazia molta, abbiamo avuto a che fare con tutti gli enti possibili e immaginabili, dalla Sovrintendenza al Comune del Giglio all’Ente Parco; ma siamo ostinate e con pazienza e dialogo siamo riuscite a trovare sempre persone ragionevoli e ad ottenere tutti i permessi e nullaosta necessari.
Speriamo di iniziare i lavori di restauro a luglio/agosto.
Il progetto mira non a farci diventare ricche, anzi, ma si ispira ad un valore morale, ad una missione, per lasciare un segno del nostro passaggio e un esempio per i figli. Un esempio di forza, coraggio di affrontare la vita sempre, anche quando gli altri ti dicono che sei fuori di testa. Un esempio di rispetto per i luoghi splendidi che l’Italia offre, il rispetto per coloro che oltre 100 anni fa hanno realizzato il faro.
Certo che dovremmo farlo funzionare al meglio, perché i costi sono veramente alti.
La bellezza consiste nel respirare e sentire il sole e il mare che scendono dentro i polmoni, e nell’ascoltare suoni che ormai non si ascoltano più.
Se fosse una poesia: 
Pessoa
Non basta aprire la finestra

per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi

per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.

Con la filosofia non vi sono alberi:

vi sono solo idee.
Vi è soltanto ognuno di noi,

simile ad una spelonca.
C’è solo una finestra chiusa

e tutto il mondo fuori;

e un sogno di ciò che potrebbe esser visto
se la finestra si aprisse,

che mai è quello che si vede

quando la finestra si apre.
 
Una Canzone : Ordinary Love U2

soprattutto nel primo verso che dice: 

The sea wants to kiss the golden shore

The sunlight warms your skin

All the beauty that’s been lost before

Wants to find us again

Perchè il faro ritroverà la sua bellezza e il mare baceranno le rocce scaldate dal sole.  

Dove ci porterà l’avventura non lo sappiamo, ma speriamo che piaccia la nostra idea, che il nostro coraggio di affrontare tutto da donne affascini e dia coraggio anche ad altri.

Se accendi una lanterna per un altro anche la tua strada sarà illuminita” (Nichiren Daishonin)

 
 

2 commenti su Il faro del Capel Rosso, la nostra sfida per un turismo innovativo!

  • Alessio Mondaini

    Complimenti Veronica chi meglio di me può comprendere .In bocca al lupo vi verremo sicuramente a trovare.Alessio

  • Aliso Cecchini

    Care giovani fanciulle, conosco bene l’Isola del Giglio e sono stato molte volte al Faro di Capel Rosso.
    Anche in solitaria passeggiata, magari quando cacciavo (più per svago e passatempo, che non per fare carniere), quando ero un giovane, innamorato di questa Isola selvaggia ma tanto tanto bella.
    Voi non eravate nemmeno nate ai miei primi passi al Giglio. Ora ho perduto la buona abitudine di essere colà almeno una volta all’anno. Vicende della vita.
    Leggendo della vostra iniziativa, del vostro progetto non posso che auguravi vada avanti felicemente, abbia successo.
    Anche il Faro del Fenaio, ho letto, è stato ceduto e fa attività ricettivo-turistica, ma i suoi prezzi sono davvero altissimi. Ecco, io spero che voi sappiate unire l’utile al dilettevole (come si suol dire) e cioè che facciate ospitalità a prezzi accessibili ad un livello medio di turista e non solo a chi abbia un portafogli ad organetto … 🙂
    Certamente le spese di gestione saranno un po’ altine (già il canone di concessione non è basso), ma se il vostro obbiettivo non è fare profitto a tutti i costi, c’è da sperare che riusciate a contenere le tariffe.
    Care ragazze, in bocca al lupo.

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