Marco Voleri: “Canto contro la sclerosi”

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Canto contro la sclerosi

La vita riserva continue sorprese. A volte piacevoli, altre ti colpiscono come un fulmine a ciel sereno, mettendo alla prova chiunque.

Per me tutto è cambiato la mattina del 19 luglio 2006, dopo una serata passata all’Anfiteatro di Fiesole. C’era Gianni Schicchi, un’opera di Puccini, il suo compositore preferito. Quel giorno sono apparsi i primi sintomi di una malattia della quale sapevo pochissimo: la sclerosi multipla. Da allora ho sempre paura di cadere (e non è una metafora), ma nello stesso tempo non riesco a fare a meno di lottare contro l’incertezza del domani e di volere che lirica e sclerosi multipla non siano nemiche.

Ci sono stati mesi di sconforto e di rabbia, di sotterfugi per nascondere i sintomi agli impresari e ai colleghi. Poi la decisione di non lasciarsi andare e di provare, nonostante tutto, a essere felice. Perché quando ho scoperto di essere malato avevo 31 anni e una carriera appena iniziata. Così, per dosare le forze, ho scelto di rifiutare ruoli da protagonista e accettato quelli da comprimario. Gli sforzi affrontati sono stati titanici. Per uno che macina centinaia di migliaia di chilometri l’anno, portarsi dietro le fiale di interferone che devono essere conservate in frigorifero è stato molto complicato. Ma proprio quando tutto sembrava sotto controllo ho sentito il bisogno di annunciare al mondo, attraverso un libro, Sintomi di felicità (Sperling & Kupfer), la mia malattia.

Per sei anni ho nascosto a tutto il mondo la mia patologia per evitare tanti e inevitabili pregiudizi che persistono nella nostra società e, ancora di più, nel mondo dell’arte. Temevo che non avrei più cantato e che non mi avrebbero più fatto lavorare. Poi, anch’io avevo la necessità di metabolizzare la malattia e accettarla prima di espormi al pubblico. E’ stata la mia prima opera letteraria di fatto. Non faccio lo scrittore e non ho mai pensato di farlo. Tante persone, però, continuano a chiedermi quando scriverò il secondo. Quando nel 2013 è uscito il libro mi sono preso un periodo sabbatico per promuoverlo e cercare di far capire a tutti quelli che ne soffrono quanto sia necessario trovare dei Sintomi di felicità anche in una patologia come questa, permanente e imprevedibile nelle sue manifestazioni. Ma le sorprese non sono finite qui. La vita infatti ha sempre qualcosa di nuovo per te dietro l’angolo e questa volta, mentre promuovevo il libro, ho incontrato l’amore della mia vita, mia moglie Giulia, e l’anno scorso è nato nostro figlio Andrea, che Provvidenza o casualità ha scelto di nascere in un giorno particolarmente importante per il suo papà, il 21 giugno, mentre ero stato chiamato a cantare davanti papa Francesco che era a Torino in visita alla Sacra Sindone.

E’ la vita…ormai so che nulla va dato per scontato. E infatti Sintomi di felicità, da libro si è trasformato anche in un tour bellissimo, sponsorizzata dalla Fondazione Cariplo, e ha avuto il patrocinio di AISM, L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, ed importanti partnership come il Soroptimist, l’Associazione Donatori di Musica, la collaborazione dell’ Accademia del Teatro alla Scala, che quest’anno partendo dalla basilica di San Lorenzo alle Colonne a Milano ha voluto toccare le più belle chiese della Lombardia, tra cui il santuario di Santa Maria delle Grazie a Bergamo, la chiesa di Sant’Agostino a Cremona, la chiesa di Santa Maria del Carmine a Brescia, l’Abbazia di Chiaravalle, la basilica di San Michele Maggiore a Pavia, la basilica di Sant’Abbondio a Como, fino all’ultima tappa a Mantova. E tanti i nomi internazionali della lirica, del teatro, del cinema, e della televisione, che ci hanno accompagnato in questa avventura. Infatti, durante il tour in ogni concerto, si sono alternate le performance di musicisti di fama internazionale, come i soprani Mariella Devia Jessica Pratt e Serena Gamberoni, i tenori Fabio Armiliato e Leonardo Cortellazzi, il pianista concertista Roberto Prosseda, diversi accademici del Teatro Alla Scala e molti altri. Hanno prestato la loro voce, per interpretare letture tratte dal libro “Sintomi di felicità”, volti noti della televisione e del cinema come le attrici Amanda Sandrelli e Beatrice Fazi, il giornalista Daniele Rubboli, il regista e autore televisivo Michele Mirabella, l’oncologo Michele Cantore ed altri personaggi del mondo dello spettacolo e del sociale. Anche quattro livornesi in questo suggestivo tour: il soprano Barbara Luccini, il pianista di fama mondiale Gabriele Baldocci, l’attore Rocco Giusti ed il regista Andrea Cigni. Non è stato facile realizzare questo tour, sia per l’organizzazione logistica che per quella artistica. Abbiamo messo in piedi un vero e proprio festival, composto di 8 spettacoli, con artisti e programmi musicali sempre diversi. Ci portiamo a casa la stanchezza, ma soprattutto la consapevolezza di essere riusciti, attraverso l’arte, a raccontare una realtà che va sconfitta con ogni mezzo: la sclerosi multipla. La SM è una malattia del sistema nervoso centrale, degenerativa e permanente.

Ad oggi non ha cura. Non si può guarire. Quando me l’hanno diagnosticata ho avuto una reazione di grande rabbia, ma ho continuato a cantare, anzi ho spinto l’acceleratore al massimo perché temevo di non poter fare più nulla e di dover rinunciare ai miei sogni. Vengo dalla gavetta. Prima di poter fare il lavoro che mi piaceva vendevo lampadine. E “Sintomi di felicità” non finisce qui naturalmente, c’è un futuro che mi aspetta ricco di impegni artistici e sociali, per dimostrare che si può, anche da malati, continuare a condurre una vita quasi normale.

 

Marco Voleri

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