Lo sapevi che… sport, sviluppo e pace

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Domani, 6 aprile, in tutto il mondo sarà la Giornata dello Sport per lo sviluppo e la pace.

Le Nazioni Unite hanno scelto questa data perché nel 1898, proprio il 4 aprile, furono inaugurati i Giochi della Prima Olimpiade Moderna, quelli voluti dal barone Pierre de Coubertin.

Poichè nell’antica Grecia, durante i Giochi Olimpici, tutte le guerre e le ostilità venivano sospese, è diventato pensare comune che la disputa sportiva potesse surrogare quella bellica, come hanno dimostrato negli anni della Guerra Fredda le scaramucce a suon di boicottaggi tra USA e URSS.

Il momento di sport è sempre stato un momento di pace, di agonismo puro, senza secondi fini se non quello di dare il meglio di sè. E lo sport ha sempre creato complicità tra gli atleti: anche se non si tratta di sport di squadra, ciascuno conosce la fatica che anche l’avversario sta facendo e lo rispetta.

Per questo le Nazioni Unite hanno deciso di celebrare lo sport come fautore di pace e facilitatore di sviluppo.

Una volta le Olimpiadi erano un affare riservato agli uomini. In realtà anche ad Atene nel 1896 non furono ammesse le donne, poiché secondo de Coubertin, la loro partecipazione sarebbe stata “poco pratica, priva di interesse, antiestetica e scorretta“.

Già nel 1900, però anche le donne cominciarono a gareggiare, in discipline come il tennis e il golf. Per avere le prime ginnaste ai Giochi Olimpici bisogna attendere Amsterdam 1928.

Dal 2012, con l’introduzione della boxe femminile ai giochi di Londra, non esistono più discipline che non prevedano anche la partecipazione delle donne (anche se è ancora luogo comune che alcuni sport siamo da uomo…).

Nonostante le donne ottengano ottimi risultati in tutte le discipline, si veda, ad esempio il medagliere italiano alle ultime olimpiadi invernali di Pyeong Chang, dove su 10 medaglie, la maggior parte e, soprattutto, le più preziose, sono proprio delle donne, siamo ancora lontani dal considerare lo sport femminile alla stessa stregua di quello maschile. Basti pensare al caso eclatante del calcio, dove quello maschile fa girare milioni di euro, mentre quello femminile è poco più di uno sprt dilettantistico.

La strada verso la parità anche nello sport, dove effettivamente le diverse prestazioni fisiche non consentono sempre alle donne di competere direttamente con gli uomini, è ancora lunga, è vero. Forse, però, potrebbe essere proprio lo sport a veicolare il messaggio che anche le donne possono ottenere grandi risultati e le nostre atlete ce lo stanno dimostrando.

Buona Giornata Internazionale dello Sport!