Jorgelina Alessandrelli: la mia storia tra coraggio e passione

Jorgelina Aleesandrelli

Mi considero una donna curiosa, ma soprattutto coraggiosa.

Provengo da un posto del mondo lontano, dove l’orizzonte è ampio, dove la luce gioca a nascondersi nella rigogliosa ombra degli eucalipti profumati. Provengo della pianura argentina.

Nella mia arte, la stretta connessione con la natura è evidente. Penso di creare metafore visive, un modo poetico di esprimere, attraverso forme e colori, il mio universo più profondo.

Ho una laurea in Belle Arti e, per alcuni anni, mi sono dedicata all’educazione artistica, insegnando nelle scuole pubbliche e private. Ma ho anche voluto trovare la determinazione per lasciare la mia zona di confort, per scegliere di vivere una esperienza di vita diversa. Dal 2000 ho voluto, con tutto il mio cuore, vivere l’avventura di sperimentare la diversità culturale e sono partita per l’estero.

Senza rendermene conto iniziavo la più grande avventura culturale della mia vita, senza nemmeno immaginare che alla fine sarei stata in 4 paesi diversi!  

La mia curiosità era un impulso vitale. Il coraggio e l’energia arrivavano da non so dove, ma di fronte ad ogni ostacolo la fiducia in me stessa cresceva sempre più grande e solida!

Vivere in diversi paesi e culture ha arricchito la mia vita, la mia sensibilità e la mia immaginazione. Dal 2013 abito e lavoro in Italia, un paese che mi stimola e che amo con tutto il mio essere!

Il mio approccio all’arte si concentra sull’esplorare la natura con tutta la sua energia, grazia, caos, varietà, consistenza e bellezza, utilizzandola come una metafora degli aspetti sociali e culturali che hanno a che fare con l’esistenza umana.

L’arte è per me energia vitale. È un modo di guardare il mondo, di riflettere sul mondo e di dargli un nuovo significato. L’ arte per me è passione. 

Il mio ultimo lavoro riflette sull’idea romantica dell’evasione. Evasione intesa come una sorta di fuga, fuga da una realtà negativa e soffocante del mondo attuale. Chi non ha mai voluto scappare fisicamente, spiritualmente o anche attraverso la propria immaginazione verso altri spazi più pieni e luminosi?

In effetti, penso che siamo sempre in fuga! …e penso che l’evasione sia assolutamente presente nella nostra cultura contemporanea. Oggi scappiamo in mille modi sofisticati.

Nelle mie opere, il processo e il prodotto sono importanti per me. Cerco sempre di mettermi alla prova con tecniche e materiali non convenzionali per costruire i miei lavori. Mi piace provare cose nuove, mescolare materiali, usando le mani ogni volta che è possibile. Vivo il processo creativo come se fosse un gioco, in cui l’idea stabilisce le regole: mi metto in gioco con passione e mi diverto così tanto!! Sento l’energia che fluisce dal materiale, mentre diventa la mia opera finale.

Nei miei ultimi lavori ho usato una varietà di tessuti e nastri per creare volume, mi sono concentrata in particolare sulle piume degli uccelli, elemento vitale che regala solo a loro la capacità di volare. Sono sempre stata affascinata dalla sublime perfezione del piumaggio degli uccelli, creature di perfetta armonia, uniche ad essere dotate del grande dono: il volo!

Le mie due ultime opere, metafore sull’evasione, si manifestano nella rappresentazione astratta del volo di un uccello al crepuscolo e all’alba. Due momenti magici, fine e inizio.

E come in una fiaba, esistono!

Iniziare a volare, fuggire al crepuscolo e sbarazzarsi del superfluo del giorno e delle sue banali preoccupazioni, delle sue ossessioni, delle sue avversità e disaccordi, verso la promessa della notte, che purifica le energie.

Iniziare a volare e rinascere all’alba, diafana e leggera come l’aria, per iniziare un nuovo giorno, con nuove opportunità, aspettative e speranze. Per continuare il viaggio…

Ogni progetto creativo è come iniziare un viaggio verso me stessa, le mie percezioni e ciò che ho interiorizzato in tutte le esperienze che vivo.

Ho bisogno di sfide per vivere e creare, così come l’aria che respiro. Questo ha sempre segnato la mia vita.

Ma è in un’ultima e importante fase che, attraverso gli sguardi sensibili degli spettatori, possiamo dire che ora si, l’opera è conclusa. 

Ho partecipato a mostre collettive e concorsi d’arte in diversi paesi.

Jorgelina Alessandrelli

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