Dietro ad ogni problema, c’è un’opportunità!

Siamo due terapisti (una fisioterapista e uno psicomotricista) e uno psicoterapeuta con un bagaglio di formazione trentennale nei rispettivi campi e il bisogno di raccogliere, analizzare e narrare della propria esperienza lavorativa e relazionale. Abbiamo voluto arricchire i nostri racconti con ulteriori contributi, coinvolgendo altri colleghi, non solo fisioterapisti e psicomotricisti, ma anche terapisti che operano nell’ambito della psicomotricità, della logopedia, della psicoterapia, della musicoterapia e altro ancora.

Abbiamo rivolto loro questionari con domande “aperte” affinché, dalle risposte ed esperienze terapeutiche riferite, emergessero alcune tra le “grandi avventure” di forza e di “resilienza” che molti dei “nostri” pazienti illustrano. Per “resilienza” intendiamo la capacità che ogni persona possiede o apprende per far fronte positivamente agli eventi traumatici o difficili, e per riorganizzare efficacemente la propria vita dinanzi alle difficoltà.

Il desiderio di rendicontare i nostri vissuti, di dare forma, con una sorta di “autobiografia lavorativa”, alla complessa relazione che ci lega ai tanti pazienti conosciuti e seguiti nel corso degli anni, è forse la principale ragione che ci ha motivati a raccogliere queste singole narrazioni in una raccolta, in questo libro. Siamo inoltre fortemente convinti che gli sforzi dei terapisti non siano finalizzati soltanto alla riuscita terapeutica, ma possano incidere, risultando alleati, con gli sforzi di bambini, ragazzi, adulti nell’accrescere la loro capacità a sostenere una disabilità, un trauma, o un problema.

In queste pagine abbiamo voluto rendere noti e illustrare gli “sforzi condivisi” tra paziente e terapista, tra coloro che, curando, si sono curati e, curandosi, hanno curato altri; una reciprocità costruita sia in contesti di conflitto che di armonia, tra difficoltà organizzative e limiti di risorse. L’alleanza terapeutica – riteniamo – si fonda su questo fondamentale scambio, in cui trovare reciprocamente energia e forza di resistere, per porre le basi della cosiddetta “resilienza”. In un incontro autentico tra paziente e terapista, nella condivisione degli affanni, prendendosi cura a vicenda l’uno dell’altro, le sofferenze possono, infatti, trasformarsi in qualcosa di tollerabile o addirittura in serenità, poesia, bellezza e pace. Tale scambio può, a volte, rivelarsi entusiasmante, restituendo a entrambi fiducia e motivazione. 

Il narrare di sé, ancorché più gravoso qualora si tratti di esperienze difficili e traumatiche, è in molti casi anche un’azione terapeutica. La lacerazione può ricucirsi più agevolmente in un contesto familiare e culturale che accetta la persona con la sua ferita, dandole modo di esprimersi. Allora il dolore silente può finalmente trovare voce e rendersi manifesto come una storia che appartiene, che diventa accessibile a se stessi e agli altri. E questa nuova rappresentazione può cambiare il sentimento che si nutre, mutando la vergogna in affermazione della propria dignità.

Riteniamo che, anche quando il raccontare le proprie esperienze di vita non scioglie completamente dal passato, si è comunque percorsa la strada giusta per condividerlo. Dice Lawrence Ferlinghetti “La poesia è ciò che sta tra le righe”. Speriamo che anche nel nostro scritto, “tra le righe”, ognuno trovi le sue risonanze,trovi quanto possa essergli utile ad arricchirne il cammino e la propria resilienza. Noi confidiamo che le alleanze resilienti descritte in questo libro, dove non solo chi si prende cura e chi è curato sono i possibili protagonisti, possano sempre più essere pratiche diffuse.

Come tanti dipinti che circondano il visitatore in una galleria d’arte, in questo libro vengono presentati al lettore racconti sbocciati sul campo di quelle alleanze relazionali che nascono nelle vicende terapeutiche o genericamente di cura. Filo conduttore, è il vasto e nuovo campo dei fattori di resilienza, intesi come le risorse utilizzate da ciascuno di noi per fuoriuscire dai diversi “torrenti in piena” in cui ci getta la vita: la memoria delle nostre origini, la consapevolezza dell’ambiente in cui si vive, la potenza dell’energia personale, l’esperienza delle cadute e della stanchezza durante il percorso; ma anche la grande forza della relazione e dell’alleanza con altre persone, la tenacia nelle avversità, l’intelligenza, l’intuito, il sentire, la saggezza, l’autonomia e l’altruismo; il vedere i valori di fondo, le motivazioni, il toccare con mano la fiducia in se stessi e nel proprio corpo, l’autostima, l’autoefficacia, la tolleranza e la flessibilità; l’adattamento, il sogno, l’immaginazione, la creatività. E, per finire in bellezza, l’abilità di chiedere aiuto, gustando l’umorismo e l’autoironia come ciliegine sulla torta. Pagine utili ai professionisti della cura, ma anche a chi vuole cercare delle strategie efficaci per scoprire che dietro ad ogni problema c’è un’opportunità.

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Renata Azario

Renata Azario è fisioterapista presso l’Azienda Sanitaria Locale di Biella.

 

 

 

BoscoP1020129Giorgio Fogliano è fisioterapista, counsellor, psicomotricista, ippoterapeuta e formatore.

 

 

 

 

 

foto-Gian-Luca-e1413202640919-300x300Gian Luca Greggio è psicologo, psicoterapeuta, supervisore e formatore.