Nadia Pasquali: ricerca in cucina fra tradizione e futuro

Per conoscere meglio la Sua attività, Le chiediamo di parlarci della Sua storia familiare fra passato e presente, fra tradizione e innovazione, e di spiegarci il Suo apporto personale. Qual è la spinta che ogni giorno la porta a rimettersi in gioco, in cucina e non solo, e ad investire su se stessa?

Ho avuto genitori lungimiranti: hanno valorizzato il mio talento e la passione per le lingue straniere già dall’età di 8 anni, ma mi hanno inserito solo come pochi sanno fare nel tessuto del ristorante, la loro attività. Mai nulla mi è stato imposto, ma sempre hanno vigilato cosicché passione linguistica, studi e applicazione pratica fossero il mio pane quotidiano. E soprattutto… insieme ad altre donne, dalle giovani alle più mature che insegnavano alle giovani, ho acquisito la padronanza del mestiere. Così ho costruito la mia professionalità e da qui arriva ciò che ho potuto aggiungere alla storia della nostra azienda.

Mi caratterizza la voglia di conquistare il mondo, perché del mondo conosco più idiomi. E ancora, mi piace far passare al cliente quanto lavoro ‘corale’ ci sia in un piatto di buona pasta: ore di lavoro di squadra, di scelte ragionate ‘in comune’, di ore macinate in sala, non da solisti… ma da orchestra.

Il suo tempo è diviso fra la ricerca in cucina e la gestione di un’azienda ormai storica, comunque capace di proporsi con intelligenza al mercato moderno, sempre più esigente. Anche in quanto donna, come concilia i diversi aspetti del Suo mestiere? 

Le donne hanno sensibilità che permettono di adeguarsi più velocemente al pubblico che cambia; hanno resistenza e la caparbietà di riuscire dove gli altri falliscono. Leggono meglio i segni premonitori, perché sono curiose e il tratto proprio della curiosità fa sì che, ovunque siamo o qualsiasi cosa sentiamo, la interiorizziamo, memorizzandola nel dna. Poi al momento opportuno troviamo l’incastro dell’esperienza passata col presente mutante, proprio perché siamo donne: plastiche, mai rigide, anche se – in quanto imprenditrici – rigorose. Il futuro è il nostro mestiere.

Lei è una delle promotrici in prima linea del valore del territorio. Quali indicazioni darebbe oggi ai giovani che vedono nella cucina e gastronomia un’opportunità per il loro futuro?

Credo che il disvalore vero sia non apprezzare l’Italia nella sua complessa realtà, nella ricchezza indescrivibile di ogni suo prodotto, che sia agricolo o manufatturiero. Per diffondere la cultura del made in Italy bisogna essere pronti a farsi domande e a conoscere, essere solerti nell’ascoltare cosa ogni piccolo agricoltore o artigiano ha da dire. Nel mio caso, ad esempio, è importante mettere in tavola gli ingredienti che con la nostra capacità diventano ricetta e con la nostra mediazione culturale diventano il piatto prelibato. Bisogna poi essere consapevoli che non solo gli ingredienti sono importanti: lo è ancor di più il racconto della civiltà dietro gli ingredienti. Questo passaggio è fondamentale, questo valorizza le nostre fatiche e il prodotto Italia.

Un augurio ed un consiglio a Nadia

Io sono un’infaticabile ottimista e ho un’incrollabile fiducia nella genialità di ogni Italiana… spero di non cambiare mai! Mi auguro di essere sempre curiosa come sono e… di incuriosire.

Un augurio ed un consiglio al nuovo Leading Myself

Di vivere con gioia e di ascoltare sempre il prossimo: solo nel racconto dell’altro capiamo meglio noi chi siamo e come avere gioia e dare gioia. Non è incoscienza, ma uno stile di vita: se ti aspetti il meglio, il meglio arriva. Beh… diciamo con sacrificio, determinazione e comunque un pizzico di fortuna.

 

photoNadia Pasquali è chef e titolare del Ristorante Alla Borsa, a Valeggio sul Mincio (VR). Impegnata con energia e determinazione nella valorizzazione e promozione del suo territorio, ne è attiva portavoce ed è vicepresidente dell’Associazione Ristoratori Valeggio sul Mincio.

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