Chi è Valentino Magliaro? Dalla scuola all’Obama Foundation

Valentino Magliaro

Non so ancora chi sia Valentino Magliaro, ma quello che so è che è una persona estremamente curiosa delle persone che popolano il mondo. Se dovessi parlare in terza persona di me, mi definirei così.

Perché incontrare le persone, parlarci, scherzarci e giocarci, è stata la mia caratteristica sin da bambino,. Senza paura del giudizio delle altre persone, mi sono sempre esposto per primo ed ho sempre cercato di conquistare tutti, con uno sguardo o con il sorriso.
Ricordo un giorno in particolare, ero a scuola e a me non piaceva stare in classe. La maestra mi diede, per disperazione, l’opportunità di consegnare le circolari a tutte le classi della scuola. Alla mia maestra Anna non l’ho mai detto, ma gliene sono ancora grato, perché quel giorno io non l’ho dimenticato ed è stato il giorno che ho compreso davvero che incontrare gli altri sarebbe stato qualcosa di meraviglioso.

Sono cresciuto velocemente ed in una famiglia atipica, anche molto internazionale, mio papà, imprenditore in Tunisia, è nato in Francia da genitori di Avellino, mentre mia mamma é nata a Basilea, in Svizzera, da genitori siciliani, di Gela.
Fino all’età di 11 anni ero un ragazzo da una routine classica: scuola, basket, compiti, nanna.

Ma in una estate tutto cambia, la mia crescita si blocca ed io non cresco per un anno e mezzo. All’età di 13 anni vengo ricoverato per 3 mesi e mezzo in uno dei tredici centri auxologici italiani. L’obiettivo era recuperare il tempo perso e poter sperare di essere riuscito a diagnosticare in tempo la “malattia”.
A 13 anni non capisci il perché possa succedere a te, ma la mia testa ha ragionato, nella difficoltà, in un modo incredibile, perché quello che ho vissuto in 3 mesi di ricovero, è stata una delle esperienze più formative della mia vita.

Ho conosciuto ragazzi che a 13 anni avevano problemi ben più gravi dei miei, io magari non mi sarei alzato oltre il metro e mezzo, qualche mio amico rischiava di non superare i 20 anni di età. Ed io, in quella occasione, mi sono sentito fortunato.
Il sogno del basket giocato era finito: ero troppo basso e non talentuoso. Ma la curiosità non mi è mai mancata, per cui se prima giocavo, ora poi ho arbitrato, poi allenato, poi inventato.

Il basket è diventata la mia metafora di vita.

A 15 anni divento aiuto allenatore di una squadra di mini-basket meravigliosa, che mi porta ad amare l’insegnare agli altri qualcosa che si sa, non per renderli come te, ma per renderli migliori di te.

A 16 inizio ad arbitrare: una delle esperienze migliori della mia vita, che ancora mi ricordo per i legami creati, per le gioie passate, per i primi veri successi ottenuti ed il primo premio personale conquistato. Per la prima volta ero migliore in qualcosa. L’anno dei 16 anni sono stato eletto miglior “Mini Arbitro della Lombardia“.

Nel mentre la scuola. Non sono mai stato un ottimo studente, al contrario, come da bambino, adoravo stare in giro, a parlare con le persone. L’occasione arriva nell’anno del diploma, il 2010/2011, quando decisi di candidarmi rappresentante di Istituto, all’ITC Tosi di Busto Arsizio. Il mio avversario è una delle persone che più stimo in assoluto, un mio compagno di classe negli anni del biennio, uno dei più grandi creativi che abbia mai incontrato. Ragazzo straordinario, stravagante ed originale; Andrea Crespi, lui il bello della scuola, io il cicciottello che però tutti conoscevano, non si sa per qualche strano motivo. Vinco per 10 voti. 694 voti per me, 684 voti per Andrea. Risultato inatteso e insperato. Sono il presidente degli studenti della mia scuola.

Quella la svolta della mia vita.

Da rappresentante non puoi pensare di poter risolvere i problemi del mondo, ma puoi iniziare a pensare a cosa vuoi che tu sia davvero e la risposta è una sola: UTILE.

In quell’anno ho iniziato a prendere coscienza del fatto che in qualsiasi situazione, professionale o personale mi sarei trovato, il mio obiettivo sarebbe stato quello di essere utile a chi ne aveva bisogno o aveva richiesto che lo fossi.

Le amicizie nate a scuola non sono mai finite. Da qui la mia prima esperienza semi-professionale: SportITC.
SportITC nasce con l’idea di essere utili ai ragazzi che avrebbero frequentato dopo di me ed il mio team l’ITE Tosi, una scuola che a noi aveva dato molto, ma che poteva dare molto di più. Il nostro progetto è stato accolto in modo critico ed al tempo stesso con straordinaria fiducia da chi la scuola la guidava, la Preside, che ha voluto portarci al Ministero dell’Istruzione. Noi, allora 19enni, avevamo già qualcosa che avrebbe potuto aiutare la scuola italiana nella missione di provare a risolvere il problema della dispersione scolastica. In parte ci siamo riusciti.

Intanto continuo a crescere in fretta. Il mio primo lavoro è stato nel settore dell’estetica, per otto mesi. Nel mio palmares anche un corso di ricostruzione unghie!
Poi da li il passaggio in Aeronautica Militare, sono stato ammesso come militare, uno dei 42.000 idonei a svolgere il programma Mini-Naja.
Se arrivi al militare da estetista, non puoi pretendere di poter resistere molto. Resisto un mese e capisco che il militare non è la vita che voglio fare. Così come l’estetista.

Provo quel che capita: lavapiatti in pizzeria, magazziniere, barista. Nulla di questo mi piaceva. Ma ho imparato a costruire il mio carattere e ad osservare le persone, fare le domande giuste al momento giusto. Ho imparato in fretta ad essere adulto.

L’occasione di dimostrarlo arriva nel 2013. Io, poco più che ventenne, leggo che da lì a poco ci sarebbe stata Expo 2015 Milano. In una notte nasce ExpoScuola, un progetto che nulla aveva a che vedere con il Progetto Scuola di Expo, ma il nome funzionava. Il progetto prendeva però spunto da una inizativa dei Giovani per Expo, quella di andare nelle scuole e raccontare in modo positivo, che cosa sarebbe stato Expo da lì ai successivi due anni.
Dopo sei mesi di incontri nelle scuole, una mail apre le porte di una mia carriera verso Expo. Oggetto: MAGLIARO – BOTTURA / Expo per le Scuole di Modena.
Vengo invitato come relatore esperto di Expo 2015 Milano all’Università UniMore insieme a Massimo Bottura.

Se Valentino Magliaro nel 2013 non lo calcolava nessuno, Massimo Bottura da lì a poco sarebbe diventato per la prima volta il Miglior Chef del Mondo. Ansa pubblica tutto.

L’indomani ricevo una chiamata dagli avvocati di Expo Spa che propongono di denunciarmi. Attacco rispondendo: assumetemi.

I soldi stavano per finire ed io una nuova strada dovevo trovarla. Ma il girare per l’Italia nel raccontare di Expo mi stava portando a conoscere persone meravigliose, straordinarie, che ancora oggi rientrano tra le persone che per nulla al mondo sostituirei dalla playlist “Vita”.
In questa playlist ci sono Cristina Pepe e Danilo Mazzara, la prima che su suggerimento del secondo, decide di scommettere su di me ed assumermi per un progetto ambizioso: realizzare tutti gli eventi per la Ferrero ad Expo 2015 Milano.

Il mio momento stava per arrivare. L’adrenalina saliva ogni giorno, come sempre quando si lavora duro per ottenere il risultato. La massima soddisfazione è stata esserci ad Expo 2015 Milano il giorno dell’inaugurazione. Io che ne avevo raccontato sempre bene dal 2013, il primo maggio 2015 ero a camminare sul Decumano di qualcosa che è stata e sarà per sempre la storia di Milano e dell’Italia.

Se la mia vita fosse un film, questa sarebbe la fine del primo tempo.

E come continua il secondo tempo?
La parte 2 della Vita di Valentino è fatta di cose straordinarie e di momenti strani, troppo spesso caotici.

Dal 2016 ad oggi, sono stati i due anni più veloci in assoluto, dove, se l’ambizione iniziale era crescere di 10, ho avuto la possibilità di crescere di 1000.
Dal 2016 ad oggi ho incontrato circa 40.000 persone realmente, in eventi, incontri, conferenze, persone che hanno letto la mia storia, che hanno letto qualche mia intervista, persone che non mi hanno mai conosciuto, persone con le quali ho condiviso molto, altre con le quali ho condiviso intimità e affetti.

In questi due anni mi sono concentrato ad incontrare le persone. In questi due anni ho costruito il mio talento. In questi due anni ho compreso che investire nel conoscere le persone, non è mai, umanamente, un investimento sbagliato.

Ho creato una strategia. Partire da dove ho la miglior conoscenza della materia: la scuola.

Sembrerà assurdo, ma se non avessi vinto contro Andrea di 10 voti, tutto questo non sarebbe mai accaduto. Aver fatto il rappresentante degli studenti mi ha dato la possibilità di conoscere rapidamente il sistema scuola in Italia, che ho trasformato in asset per me e per le aziende con le quali ho iniziato a collaborare. Nomi grossi, da Amazon a Sky, passando per il TEDxYouth in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, fino ad oggi, come Responsabile delle Pubbliche Relazioni del Gruppo Spaggiari Parma SpA. Una esperienza dietro l’altra, una crescita continua.

Valentino Magliaro non è la persona che ha incontrato Barack Obama, Valentino Magliaro è la persona che avete letto sopra, quella degli incontri con le persone, perché tu che stai leggendo hai un valore unico!