Studio e idee chiare, ingredienti di una carriera promettente

Mi chiamo Alessandra Veronesi, ho 21 anni, sono nata in provincia di Verona e attualmente risiedo a Milano per il terzo anno di Università. Studio in Cattolica nel corso di Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo. Quando ho scelto questo indirizzo di laurea non ero propriamente convinta, perché al liceo avevo studiato lingue e non sapevo se sarei riuscita a portare a termine un percorso economico. Ho scelto quel corso perché mi sembra tutt’ora il modo migliore per mediare tra l’ambito musicale in cui mi stavo costruendo le basi per una futura carriera e una professione satellite di cui sono alla ricerca.

Ho iniziato a studiare pianoforte classico all’età di sette anni come hobby, perché avevo lo strumento di mia mamma, che l’aveva suonato a sua volta da piccola, nel ristorante di famiglia. All’epoca stare seduta da sola allo strumento per studiare non era proprio così facile. Ero molto vivace e se non avessi avuto a fianco la mia insegnante, la prof.ssa Valentina Fornari tutt’ora mia docente, che armata di grande pazienza mi convinceva ad uscire dal mio nascondiglio sotto il pianoforte, difficilmente avrei iniziato a concretizzare tanto studio. Così ho iniziato per gioco a partecipare ai concorsi (perché volevo vincere le coppe e magari anche qualche borsa di studio) e con il tempo sono diventati una settantina di premi e altrettanti concerti. Fino a giungere al febbraio 2014, anno della maturità, in cui mi sono diplomata in pianoforte come candidata privatista.

Ho avuto occasione di suonare in importanti sale come l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, la Wiener Saal Mozarteum di Salisburgo, il Palacio Municipal di Madrid per la Kermés De Damas Diplomaticas inaugurata dalla Regina Sofia, l’Auditorium Pollini di Padova e a breve andrò ad esibirmi in duo pianistico con la mia compagna Chiara Rudari presso la Weill Recital Hall della Carnegie Hall di New York per un concerto di premiazione del nostro secondo concorso musicale come duo pianistico.

Nell’ottobre 2014 la mia docente Valentina Fornari, Chiara Rudari, il pianista M° Alberto Nosè ed io abbiamo creato una realtà che permettesse ai giovani di costruire il proprio percorso nell’ambito della musica. A ciascuno è stata data la possibilità di partecipare a competizioni nazionali e internazionali, fare esperienze di musica d’insieme, imparare le basi tecniche e culturali della musica, esibirsi in concerti, fare esperienze di insegnamento e di organizzazione di eventi e progetti musicali. Dopo due soli anni di attività, l’associazione non a scopo di lucro che ha preso il nome di Accademia Amadeus Piano Project vanta oltre 90 soci iscritti e risulta essere mese dopo mese in continua crescita.

Quello che noi consideriamo essere il nostro x-factor sta proprio nella visione orizzontale del lavoro con i ragazzi. Risulta, infatti, più stimolante per loro sentirsi partecipi della formazione dei loro stessi percorsi, non più pre-impostati o stabiliti a priori, ma creati con la collaborazione allievo-docente.

Tutti questi grandi progetti sono sempre riuscita a iniziarli e a portarli avanti grazie alla grande tenacia della mia insegnante di pianoforte, che ha sempre saputo stimolarmi con nuove idee e nuovi ostacoli da superare. Altrettanto fondamentale è stato il supporto dei miei genitori e della mia famiglia, che mi hanno sempre sostenuta, dal momento in cui volevo fare il passo più lungo della mia gamba a quando non tenevo i piedi ben ancorati a terra, ma soprattutto nei momenti di sconforto. Infatti non sempre i concerti o i concorsi hanno avuto esiti positivi, anzi. Ma come si dice (ed è proprio vero) sono quelle occasioni andate male che mi hanno arricchita di più, mi hanno fatto più riflettere e mi hanno aiutata a crescere. Ed è proprio da quei momenti che ho trovato nuovo stimolo nella ricerca del mio attuale percorso di studi, che vuole analizzare l’aspetto più organizzativo delle performing arts e vuole giocare da dietro le quinte. Quest’esperienza potrebbe permettermi di vedere il palcoscenico in modo differente e così anche tutto il mio studio della musica.

 

Alessandra Veronesi
Facebook: alessandra.veronesi.9

Accademia Amadeus Piano Project
sito web: www.accademiaamadeus.com
Facebook: accademia.amadeus.piano.project
Twitter: @AA_PianoProject

Un commento su Studio e idee chiare, ingredienti di una carriera promettente

  • marta

    Ciao,
    sono una giovane mamma di tre bambini e anche violoncellista. Subito dopo il liceo ho studiato per lavorare con i bambini, seconda mia passione dopo la musica, affiancando la pratica alla teoria. Un ottimo metodo per lavorare bene fin da subito. La mia grande passione è sempre stata la musica, ma mia madre non ha mai voluto farmela studiare perché la riteneva una perdita di tempo. “Prima la scuola”, diceva. Ma dentro di me questa passione è sempre stata presente, anche se pensavo che ormai fosse inutile vista la convinzione che o si comincia presto o non si può più fare.
    Con la prima gravidanza (gemellare) ho dovuto smettere di lavorare perché fortemente e giustamente sconsigliato. Intanto una mia (ex)amica mi disse che si può cominciare lo studio di uno strumento a qualsiasi età, purché determinati. Durante la seconda gravidanza e soprattutto dopo il parto ho preso la decisione di cominciare lo studio del violoncello e due anni fa, quando il piccolo aveva 8 mesi, ho iniziato. Cambiando 3 insegnanti sono andata avanti sempre meglio, senza togliere il tempo ai bimbi. Ho molto talento per il violoncello, quindi soprattutto ora ho fatto un grande salto. Solo che ora conciliare le aumentate difficoltà del livello di studio con le esigenze dei gemelli che fanno la prima elementare (per mia scelta i bimbi non hanno mai fatto il tempo pieno e non sono mai andati al nido), e con le cose che possono succedere nella quotidianità e che magari fanno perdere ore o giorni di studio, mi sta amareggiando, mi sta facendo perdere quella determinazione che avevo, mi fa pensare che forse è meglio lasciare (anche se so che me ne pentirei). Studio violoncello non per hobby ma con un obietivo: suonare, suonare, suonare! Farlo diventare il mio lavoro. Anche mio marito è musicista e non credeva che sarei arrivata così avanti e che avessi così tanto talento…ma è pesante e a volte ho paura di non farcela o di perdere tempo e soldi… vorrei tanto sentire altre voci, opinioni, consigli in merito. Studio da privatista.
    Grazie,
    Marta

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