Simona Fruzzetti: “Sono un quaderno intonso sul quale la vita può scrivere ciò che vuole”

La sua biografia è tutto un programma: e vero che sua madre, alla sua nascita, pare abbia detto a suo marito: “Hai visto che bel regalo ti ho fatto per domani, visto che è il tuo compleanno? ” e che suo padre abbia risposto: “Lo sai che preferisco le cravatte”……ha deciso già da quel momento di “farsi valere”?

Diciamo che il momento della mia nascita suscita sempre ilarità mista a compassione visto che mia madre ci ha messo tre giorni per farmi venire al mondo e, per solo poche ore, ho rischiato di nascere il primo Aprile; praticamente uno scherzo della natura. Non solo, mia madre pensava che settantadue ore di travaglio fosse il prezzo da pagare per far nascere una figlia bellissima e perfetta; niente di più sbagliato: brutta come la fame, insonne, inappetente, inquieta e con una spiccata propensione a rendere la vita dei miei genitori un inferno. Sicuramente ero una bambina che non passava inosservata e capite bene che, prenderla a ridere, era l’unica cosa possibile per salvaguardare la sanità mentale di tutta la famiglia. 

Da “scaldabanchi” di un liceo artistico a scrittrice: una rivalsa contro chi non ha avuto il coraggio di credere in lei?

In realtà ho sempre trovato insegnanti che mi dicevano che avevo una buona penna, infatti a italiano non ho mai avuto problemi, come del resto in tutte le materie in cui potevo esprimere la mia creatività. La difficoltà stava nel dover studiare le materie che non mi piacevano e alle quali non mi sentivo portata. Un mio grande difetto (grandissimo, visto che mi ha precluso anche la possibilità di proseguire la scuola) è che ho una totale repulsione per i ‘paletti’ e per qualsiasi cosa mi venga imposta. Se a storia un argomento lo trovavo interessante lo studiavo, altrimenti no. Matematica resta e resterà per me un’opinione e geografia l’ho imparata da grande viaggiando e non sui libri. Agli occhi degli insegnanti ero una studentessa un po’ svogliata, ma estrosa; ad esempio a una lezione di lavorazione del legno riuscii a prendere un dieci perché a differenza dei miei compagni che con un pezzo di legno costruirono un banale tavolino, io fabbricai una bara. Diciamo che ho una visione estrosa e creativa dell’apprendere mentre con la scrittura è sempre stato tutto facile. Per me inventare storie e buttare giù pensieri è sempre risultato naturale come mangiare. Con il blog e i miei romanzi ho finalmente dato sfogo a una delle mie più grandi passioni. 

La sua carriera lavorativa è costellata anche di episodi spiacevoli, che ha superato con l’arma potentissima dell’ironia, mista ad un grande coraggio. Oggi cosa si sentirebbe dire a quelle donne messe da parte a causa della maternità?

Sì, ho ricevuto una lettera di licenziamento proprio mentre ero in sala parto e, successivamente, mi è stato negato un lavoro quando hanno scoperto che avevo una bambina piccola. Nel primo caso ho denunciato tutti e vinto la causa, nel secondo aggredito e inveito contro un direttore maschilista con parole che farebbero rabbrividire un camionista. Per fortuna, grazie alla mia serietà e all’esperienza accumulata negli anni, non ho mai avuto difficoltà a trovare lavoro. Purtroppo oggi in Italia siamo costrette a scegliere tra il lavoro e fare la mamma, e non c’è cosa più umiliante di costringere una donna a fare questa scelta. Sono però la persona meno indicata per dare consigli su questo argomento, appunto perché ho fatto delle scelte coraggiose e un pelino azzardate, che però si sono rivelate vincenti per me, per come sono fatta io. Lo dico sempre: io non so cosa voglio, sono un quaderno intonso sul quale la vita può scrivere ciò che vuole. Ma so esattamente cosa NON voglio; infatti sulla prima pagina di questo quaderno c’è una lista scritta in grassetto con un inchiostro ben visibile. A me è servito per fare delle scelte e realizzarmi. 

Un consiglio ed un augurio a Simona.

Partiamo dal presupposto che la parola ‘consiglio’ in alcuni contesti mi fa venire l’orticaria, soprattutto quando non sono richiesti, perché le cose più importanti che ho imparato nella mia vita sono frutto di sbagli e capocciate dolorose. Quindi lasciatevi consigliare ma poi andate dove vi porta il cuore, ma anche il cervello e pure le gambe. E visto che darmi un consiglio mi crea uno scombinamento di neuroni allucinante pari solo a quando tento di programmare la sveglia sul cellulare, mi darò solo un augurio: mi auguro di mantenere viva la passione e la curiosità che ho nei confronti della vita, di preservare la leggerezza con cui affronto la quotidianità e il piglio deciso con cui mi batto per quello che voglio, di continuare a scrivere storie che emozionano me per prima e di saper andare ancora sullo skateboard a novant’anni, perché sarei una nonna fighissima. 

Un consiglio ed una augurio a LeadingMyself.

Vi auguro di continuare a dare voce alle donne, a dare spazio a chi, grazie alla sua tenacia e al suo talento, può essere d’esempio per le altre. Vi auguro di continuare a far crescere il vostro sito in modo che, chi vi legge, venga spronato a tirare fuori il coraggio necessario per fare delle scelte importanti, capaci di cambiare la propria vita o quella degli altri. Infine vi auguro di mantenere quel pizzico di incoscienza che ha fatto sì di contattarmi per la vostra rubrica ‘Intervista Leader’.

Che poi il leader sarei io. Ecco, ora mi prende l’ansia.

 A cura di Barbara M. @paputtina

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Biografia: Simona Fruzzetti è una giovane mamma e giovane moglie. Il fatto che sia anche bugiarda è solo un dettaglio. Scrive fin dalla tenera età, ma solo alla soglia dei quarant’anni riesce ad affermarsi come autrice selfpublisher, con due romanzi di successo, Il male minore e Chiudi gli occhi. Ama scrivere gli appunti su qualsiasi cosa le capiti a tiro, viaggiare in auto ma solo come passeggero, il cioccolato fondente e il tè agli agrumi. Con un passato da articolista per un portale sulla cura e la bellezza della donna, l’autrice ha un blog dove riversa i suoi deliri. Quando non è su Facebook vive in una ridente cittadina in provincia di Pisa, in una casa abitata da un marito che aspira alla santità, una figlia probabilmente non sua, visto l’ottimo andamento scolastico, e un gatto obeso che crede di essere un cane. Da riporto.