Sabrina Brunelli: mi piego, ma non mi spezzo

sabrina brunelli

Quante volte durante la nostra vita diciamo le seguenti parole: “ne ho viste così tante che potrei scrivere un libro?”? …Ecco io sono una di quelle persone, ma da lì a scriverlo veramente il passo non è né breve né scontato. Eppure si! Ho scritto un libro!

Mi presento: sono Sabrina Brunelli, ho 45 anni e voglio raccontarvi la mia esperienza di scrittrice e del fatto che non bisogna mai dire mai.

La mia giornata, come quella della maggior parte di voi, scorre intensa fra i mille impegni lavorativi che, ovviamente, quando si ha una attività in proprio, non sono mai ben delineati e quantificabil L’unica cosa che sappiamo è che la nostra giornata dura 24 ore e una grossa parte di questo tempo viene assorbito dal nostro lavoro.

Lasciamo perdere le considerazioni del fatto che ciò sia giusto o meno. Da troppo tempo sento parlare di organizzazione del proprio tempo. Soprattutto quello di noi donne che il più delle volte, terminata la giornata lavorativa fuori casa, richiede altrettanta attenzione e dedizione fra le mura domestiche. Sta di fatto che difficilmente chi lavora in proprio riesce a ritagliarsi un po’ di spazio solo ed esclusivamente per sé.

Sinceramente l’idea di scrivere un libro non mi era mai passata per l’anticamera del cervello e soprattutto non avrei immaginato di trovare il tempo per farlo, ma le cose non capitano mai per caso e nel momento in cui ho ricevuto l’invito, ad una tre giorni milanese per imparare le tecniche su come poter scrivere un libro, mi sono detta “perché no?”. Detto fatto, è la prima settimana di ottobre del 2017 e trovo (o meglio mi ritaglio) il tempo per staccare la spina ed andare ad ascoltare qualcosa che con la mia attività lavorativa di allora ha ben poco a cui spartire.

È quindi da quel fine settimana che porto a casa l’idea di scrivere un libro e soprattutto un libro su un tema a me caro: la resilienza, ovvero la capacità di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà senza lasciarsi abbattere. Trovo che avere questa caratteristica sia di grande aiuto in tutti gli ambiti della nostra vita nessuno escluso.

Ecco, da qui nasce il mio libro, dall’analisi del mio vissuto e da come ho superato alcuni avvenimenti difficili ed imprevisti per cercare di dare una spinta, un incitamento a tutte le persone che in qualche modo si sentono sfortunate e si lasciano abbattere facilmente.

Per me la scrittura in questo senso è stata davvero terapeutica, mi ha dato una mano a rivivere alcuni episodi della mia vita, a farmi capire come li ho affrontati e il perché delle mie scelte e dei miei comportamenti. Ho anche imparato una grande lezione: dobbiamo far tesoro delle nostre esperienze, belle o brutte che siano, perché ci hanno aiutato a diventare le persone che siamo. L’importante è rendersene conto e qui mi devo smentire: in realtà non è vero che scrivere un libro non c’entri nulla con il mio lavoro. Scrivere mi ha permesso di staccare la spina, di isolarmi dalla quotidianità e di prendere coscienza di tante cose che, essendo totalmente assorbita dal vortice degli impegni quotidiani apparentemente improrogabili, mi sfuggivano di mano oppure non riuscivo a focalizzare.

Oggi è con grande orgoglio che riesco a stringere fra le mani il mio libro e a condividere con molte persone la mia esperienza!

Essere riuscita a veder pubblicato il 5 febbraio 2018 il mio libro “Mi piego ma non mi spezzo” , sia in versione e book, su Amazon e su altre piattaforme digitali in giro per il mondo, che a vedere fra le mia mani la copia cartacea mi dà una grande soddisfazione!

Fa ancora un forte effetto leggere in copertina il mio nome e cognome: mi sembra ancora impossibile averlo scritto, ma devo dire che mi ha aiutato molto questo viaggio su di me e consiglio vivamente a tutti voi di ritagliarvi uno spazio quotidiano per prendere coscienza di voi stessi. È importantissima questa cosa, soprattutto vi darà sicuramente una lucidità per affrontare meglio i vostri impegni (lavorativi e non) e questo a tutto vantaggio del vostro benessere fisico e psichico.

Oggi vorrei diffondere il più possibile il messaggio resiliente partendo, appunto, dal mio libro che analizza vari aspetti della mia vita: l’aspetto familiare, di coppia, lavorativo e, purtroppo, anche l’aspetto della malattia.

Credo che le persone leggendolo possano in qualche modo riconoscersi nei vari aspetti che prendo in considerazione, con il comune denominatore che tutti i problemi devono essere affrontati cercando di non farsi abbattere e cercando di trovare sempre una soluzione.Il termine resilienza purtroppo però in alcuni casi viene usato a sproposito. Intendo dire che talune volte se le cose non possono essere cambiate è inutile accanirsi nel farlo: sprecheremmo solamente un mare di energie per non ottenere nulla se non sfinirci senza motivo. Qui subentra quella che io definisco “intelligenza resiliente”, ovvero saper individuare il momento in cui accanirsi sul nulla non ha senso e quindi saper capire quando è il momento giusto in cui una cosa deve essere lasciata andare serenamente ma con fermezza e senza rimorsi o ripensamenti.

Nel mio libro faccio un esempio che secondo me rende bene l’idea: quando una cosa non può essere cambiata bisogna fare come quando si tiene fra le dita un palloncino gonfiato ad elio: basta aprire le dita e lasciarlo volare in alto nel cielo! Questa è la soluzione più resiliente che ci sia perché ci farà subito acquistare un sacco di energia da impiegare per noi stesse e a nostro vantaggio.

Credetemi, provato su di me al 100 % !!!!

 

sabrina brunelli

Sabrina Brunelli nata a Verona nel 1972. Ama profondamente la sua città ed è fortemente veronese inside. Felicemente sposata con Luigi e orgogliosa proprietaria di Macchia, piccolo cane meticcio. Inguaribile ottimista, cerca sempre di vedere il positivo in ogni situazione, anzi, considera le difficoltà uno sprone per cercare di trovare sempre una soluzione.

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