Roberta Castiglione e la mia Lana d’Abruzzo!

lana d'abruzzo

Finchè non mi sono laureata sono stata una bambina “creativa” istintiva, poco metodica, eclettica e pasticciona; volevo fare la stilista ma i miei non hanno voluto, poi però sono diventata architetto e le mie attitudini creative si sono trasformate in progettualità non tanto edilizia ma di prodotto, non mattoni necessariamente ma carta, stoffa ed ora lana.

Da Architetto, pensare qualsiasi cosa in forma di progetto diventa una deformazione professionale che va al di là del “mestiere” specifico che scegli ma che si adatta a qualsiasi cosa si voglia “creare”o anche solo pensare. Nessun rimpianto nel non aver costruito case, in Italia esprimersi con l’Archiettura non è proprio possibile, mentre ciò che oggi progetto esprime completamente la mia natura e il mio desiderio di fare ciò che davvero mi piace. Ma la fortuna è stata poter condividere questo lavoro con il mio compagno, designer ed esperto di Marketing con cui già avevamo avviato una piccola agenzia di Design Marketing che alla fine ha iniziato a commissionarsi progetti piuttosto che farli per altri. 

Il progetto Lana d’Abruzzo nasce quindi così, da un caso, un’intuizione partita da una semplice matassa di lana autoctona avuta fra le mani, portata istintivamente al naso e che di colpo mi ha scatenato mille domande fino a capire che era necessario ricostruire e valorizzare la filiera storica della lana in una Regione in cui era sempre esistita ma era ormai in ombra e lanciarla sul mercato. Sicuramente il web ci ha aiutati molto anche se la professionalità necessaria per utilizzarlo al meglio è una professionalità che necessita di aggiornarsi continuamente e di vivere praticamente sul web giorno e notte!

Dal 2011 produciamo lana autoctona a filiera quasi completamente abruzzese (nel frattempo il lavaggio che anticamente si faceva qui in regione oggi lo facciamo in Toscana perché le vasche sono state tutte dismesse o vendute) scegliamo i velli in diversi allevamenti locali, li facciamo cernire e filare nella storica filanda di Lanciano CH.  

Ma non produco solo filo di lana 100% naturale abruzzese. Lavoro questa lana come unico materiale e realizzo capi di abbigliamento, accessori persona e oggetti di design che hanno creato in questi anni un vero e proprio stile Lana d’Abruzzo. 

La mia vera natura progettuale però si esprime anche attraverso l’insegnamento. Oggi insegno crochet (uncinetto) come se insegnassi a progettare una casa, un edificio o una piazza.

Insegno sul web in maniera soprattutto virtuale avendo ricreato un salotto virtuale, che riporta a quell’immaginario storico di fare la calza fuori la porta di casa insieme alle vicine. Un gruppo su FB nato 5 anni fa, Social Crochet https://www.facebook.com/groups/socialcrochet/?fref=ts, e che oggi conta 5400 iscritte e che cresce quotidianamente. Fondamentalmente insegno a fare un progetto crochet, e non semplicemente che punti usare ma insegno forma e funzione, insegno il 3D applicato al lavoro l maglia ed ho creato un metodo non convenzionale che si allontana dalle “regole della nonna” e che chi è senza un bagaglio trasmesso appunto da nonne e mamme trova assai immediato e facile da seguire.

Io credo che la vera ricchezza di questo progetto sia stata aver introdotto l’innovazione in un prodotto così antico trasformandolo in prodotto contemporaneo. Credo nel design inteso come progetto di prodotto e quindi di stile applicato ad un materiale antico che ritorna a vivere in una maniera nuova e particolare nella vita di oggi.

Paradossalmente stiamo parlando di lana naturale, esistente sul territorio da sempre, da millenni e se vogliamo producibile da tutti, un materiale storico che evoca il passato, le usanze, gli antichi mestieri che trasmette nostalgia e che riporta a ricordare lavori di una volta, maglie di lana, calzettoni, coperte. Un materiale naturale dimenticato e oscurato dalle fibre sintetiche che ha delle proprietà straodinarie che spesso devo elencare per far conoscere a chi non ne ha neppure memoria. E poi è fondamentalmente è un prodotto Made in Italy a filiera controllata e regionale e questo non è poco in un mercato massificato come quello attuale. 

L’innovazione di cui parlo non è stata soltanto l’aver sfruttato i nuovi canali web ma soprattutto aver collegato al prodotto innanzitutto il Design e poi l’informazione, la tecnica, l’insegnamento del “come” usarla che ha fatto la differenza. Ovviamente progetto anche Kit dando la possibilità a chi acquista la lana di realizzare capi pensati da me e trasformati in tutorial e materiale insieme. Un pubblico diverso da chi indossa un capo acquistato, un pubblico che è diventato in questi anni anche più grande e interessato alla manualità che ha ripreso vitalità come una volta. Sono figlia degli anni 80 ed erano anni in cui fare la maglia era di moda, poi è scomparso tutto per ritornare con più vigore di prima e con strumenti di condivisione come il web che fanno girare le idee e accrescono la conoscenza di tutti in maniera rapida ed esponenziale. 

Il web sicuramente aiuta a condividere le idee e a raggiungere un pubblico variegato e internazionale, aiuta ad avere un negozio virtuale creakitshop.com sempre aperto e alla portata di tutti, ma abbiamo avuto anche la necessità di aprire un Temporary Shop “reale”per far conoscere il nostro progetto di recupero della lana autoctona e i nostri capi. Questo negozio è aperto in estate a Scanno AQ da due anni, luogo dai cui allevamenti prendiamo la lana sucida e da cui è nato tutto il progetto, ma abbiamo intenzione di aprirne col tempo altri e soprattutto in questa regione in cui la lana rappresenta uno dei tanti prodotti di cui è storicamente depositaria come memoria e come filiera. Dai negozi parte anche la necessità di avere un campionario di lavori realizzati a macchina e a costi più contenuti rispetto al fatto a mano e abbiamo iniziato a produrre una linea StyleWear che verrà ampliata nel tempo.  

E’ un progetto insomma che non lascia molto tempo per fermarsi, che è sempre in contiuna evoluzione, che segue attentamente il mercato osservando la domanda e progettando ogni istante l’offerta, che tutela la qualità altrimenti ti butta fuori in un secondo. Noi ce la stiamo mettendo tutta, come avviene ovviamente in tutti i lavori che piacciono e che non sono un obbligo da fine mese e che quindi comporta molti rischi, molto studio, molta creatività e quindi moltissima passione.

 

Shop online creakitshop.com

Fan Page @CreaKit

Profilo Personale FB https://www.facebook.com/roberta.castiglione

Blog creakit.blogspot.it

 

 

02Roberta Castiglione

Nata a Bari nel 1965 e a 21 anni si trasferisce a Pescara per seguire gli studi di Architettura, ma alla fine degli studi conosce Roberto, marchigiano e designer e Pescara diventa la loro città. Terminati gli studi con una tesi di Laurea in Progettazione architettonica ma con nessun interesse per la professione classica, decidono di aprire un’agenzia di Design Marketing che lavora soprattutto nel settore alimentare e dei servizi finchè la crisi ma anche la tanta esperienza accumulata lavorando per aziende diverse li spinge a decidere di “autocommisionarsi” prodotti da lanciare su un nuovo immenso mercato, il web, che si rendeva disponibile a tutti e da poco tempo. Nel 2004 fanno una figlia, Sveva che darà anche il nome al Blog che nasce per lanciare il primo kit autocommissionato. Nel 2010 arriva il Progetto Lana d’Abruzzo, progetto che recupera la lana autoctona abruzzese e ricostruisce la filiera della lana ormai scomparsa dagli anni 80. Dalla cernita dei velli fino al progetto del filo in filanda la filiera viene completamente controllata da entrambi in tutte le fasi. Il filo viene venduto in matasse o in capi realizzati o in kit. Non mancano strategia e azioni di marketing ovviamente, ormai vitali e necessarie per cavalcare il mercato contemporaneo in continua evoluzione. La passione è tanta, la progettualità anche, i sacrifici non mancan si va avanti con la stessa determinazione di sempre fino ad esaurimento forze e coraggio!!