Retro-officina, uno stile di vita!

Mi piace pensare che Retro—Officina offra un’alternativa a tutte le persone — di qualsiasi età, sesso e taglia — che vogliano vestirsi e/o arredare la propria casa in maniera unica ed ecosostenibile. Con il suo nome non si definisce esclusivamente un contenitore di antichità e nozioni manuali, ma si cela l’amore e la devozione per le piccole cose, per ciò che mostra i segni del suo tempo, che ha una storia da raccontare; il gusto di aggiustare; il riconoscimento del valore degli oggetti; l’attenzione allo spreco. Per dirla con una sola espressione: Retro—Officina è uno stile di vita.

La mia occupazione principale è recuperare pezzi di abbigliamento e design che per alcune persone destinerebbero alla discarica e donargli una potenziale nuova vita. Il momento esatto in cui ho capito che il mio talento nello scovare tesori, come amo definirli, nei mercatini e la mia abilità nel mescolare i pezzi poteva diventare un lavoro è stato in concomitanza con la crisi economica globale.

Quello del restauro, mestiere che ho scelto da bambina e perseguito sinora, non è un settore semplice nel quale addentrarsi e soprattutto mantenersi con continuità; così ho iniziato a formarmi in maniera diversa, studiando e seguendo corsi, dal taglio e cucito alla modisteria, per avere una preparazione più valida e non basata solo su attitudini personali. La parola ”crisi”, in fin dei conti, nella sua etimologia possiede una sfumatura positiva, in quanto un momento di riflessione, di discernimento che può e dovrebbe sempre trasformarsi nel presupposto necessario per un nuovo inizio. Ovviamente non è stato semplice: in questa impresa ho investito ogni fibra di me stessa; senza la famiglia che mi sostiene e condivide le mie scelte quotidianamente, e l’affetto e la stima degli amici, non credo che avrei mai potuto farcela. Mia madre è la mia prima follower, infonde sempre fiducia in me e nelle mie capacità e mi sostiene nei momenti di insicurezza; ed ho la fortuna di avere amici splendidi, dal trasloco agli shooting, loro sono una calorosa presenza sulla quale poter contare.

In un momento storico in cui è indispensabile ripensare l’economia e ristabilire un equilibrio nei rapporti che uniscono l’essere umano, il pianeta che lo ospita e le merci da lui prodotte, i beni di consumo acquistano — o meglio riacquistano — nuove valenze e connotazioni. La qualità sostituisce la quantità, l’unicità del pezzo la produzione seriale, la durabilità soppianta la stagionalità delle mode. L’effetto immediato di queste rivalutazioni — seguendo il principio eracliteo per cui nulla si crea e distrugge, ma tutto si trasforma —   è il riappropriarsi di pratiche di buon senso come il riuso e il restauro, di forme di mercato alternative come il baratto, del rinnovamento e della personalizzazione ad hoc subendo il fascino dell’arte e dell’artigianato che, per dirla con le parole di un noto designer, contribuiscono a non imporre l’ecologia come una punizione.

Locandina Retro-Officina

Su questi presupposti si sviluppano le attività di Retro—Officina, una vera e propria fucina creativa. Lampade, specchi, sedie, mobili e giocattoli d’epoca, trovano collocazione in case che vogliono esprimere la personalità di chi le ama e che tenta strenuamente di non soccombere all’omologazione anche tra quattro mura. La parte più divertente del lavoro è studiare la trasformazione e leggere lo stupore negli occhi di guarda: quel vecchio mobile così cupo e pesante è diventato così originale, colorato, arioso, un oggetto che non sapevi avresti mai desiderato ma al quale ora non si può resistere! Per quanto riguarda il vestiario ogni capo viene accuratamente selezionato e trattato con amore: lavato a mano o in lavanderie selezionate (e a basso impatto ambientale), riparato se necessario, o volendo completamente stravolto per essere trasformato in qualcosa di diverso, di ”nuovo”, per iniziare una nuova avventura o anche solo per un giorno di gloria con il servizio di nolo! E per tutto ciò che il tempo ha allontanato dal nostro gusto (o dalla nostra taglia attuale) c’è il servizio di sartoria per la completa trasformazione e personalizzazione dei capi. Il tutto con la coscienza green sollevata.

Sono sempre stata attratta dalle mode di altri tempi: dalla manifattura, dalla durabilità e dalla capacità di essere sempre attuali dei capi e accessori vintage. Probabilmente gran parte della mia passione è stata influenzata da mia nonna che, fin da piccola, mi faceva giocare con le scarpe con il tacco e gli abiti suoi e di mia madre che aveva conservato. Mi ha insegnato che per essere vestita bene non serve spendere un patrimonio ma valorizzare e modificare ciò che si ha o che si può trovare di accessibile, a scegliere con criterio. Da lì ad andare a scuola, già a 13 anni, con i pantaloni a zampa e le t—shirt anni70 il passo è stato breve. La scelta degli abiti giusti non è un’operazione superficiale: nell’ambito del “nuovo” è di fondamentale importanza saper leggere un’etichetta e tutto ciò che rappresenta, essere consapevoli della provenienza e del processo di lavorazione, del relativo impatto etico e ambientale; con l’usato — nonostante queste regole rimangano alla base di ogni scelta — si azzera la catena perché si utilizza qualcosa di preesistente. Inoltre credo nella valorizzazione della propria fisicità a prescindere dalla taglia, e alla consapevolezza di se stessi. Il vintage aiuta in questo percorso, e perché annulla il sistema taglie, mischiando generi, percezioni del corpo e vestibilità differenti. I clienti di Retro—Officina, infatti, sono variegati perché offriamo pezzi e servizi che possono essere apprezzati da ogni fascia d’età. I più assidui sono gli appassionati del vintage, dagli swingers fino alle stylist professioniste. I prezzi partono veramente da pochi euro, e salgono in base al valore intrinseco del capo. Si possono trovare anche alcuni pezzi a titolo gratuito, scelta che preso per far appassionare e condividere la mia passione per il riuso anche dai più scettici.

 

Salone del Vintage (AR) Giorno 2

 

 

 

Lorena Umena

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