Orange Fiber: “Un progetto al femminile”

Orange Fiber è un progetto al femminile, nato poco più di due anni fa con l’obiettivo di trasformare il sottoprodotto dell’industria agrumicola – ossia tutto quello che resta dopo il processo di spremitura – in un tessuto sostenibile e vitaminico.

Trasformare un’idea in un’impresa operativa è un obiettivo molto ambizioso che richiede impegno e sacrificio costante.

Siamo partite da zero, anzi da un’idea nata dagli studi di Adriana in Moda e nella sua specializzazione in tessuti, che ha condiviso con me nella cucina della casa milanese che in quel periodo dividevamo, da cui poi è nato tutto il resto.

L’idea è venuta ad Adriana quasi tre anni fa. La sua passione per il tessile e il forte legame con la Sicilia, nostra regione d’origine, l’hanno portata a chiedersi se non si potesse produrre un tessuto con gli scarti degli agrumi. Me l’ha proposto e abbiamo deciso di provarci insieme. Correva l’anno 2012 e Adriana completava i suoi studi a Milano, all’Istituto Afol Moda, specializzandosi sui materiali e in particolare sui tessuti innovativi. Adriana, nelle sue ricerche sulle innovazioni del tessile intercetta il trend dei tessuti sostenibili ottenuti da matrici naturali e di quelli funzionali, detti anche cosmetotessili, ossia con proprietà cosmetiche per chi li indossa. Su queste basi ha cominciato a ragionare sulla possibile risoluzione di un problema che in Sicilia è molto sentito: lo smaltimento degli scarti dell’industria agrumicola (che ammontano a oltre 700 mila tonnellate all’anno) per creare tessuti sostenibili e vitaminici per la moda. In pratica, da quello che resta dopo la spremitura e la trasformazione degli agrumi, viene estratta la nostra cellulosa che poi viene filata e trasformata in tessuti. Attraverso le nanotecnologie l’olio essenziale di agrumi viene incapsulato e fissato sui tessuti. Quando il nostro tessuto viene indossato ha inizio un processo di rottura delle microcapsule, che in modo automatico e graduale, rilasciano sulla pelle i principi attivi incapsulati. Le sostanze rilasciate non sono invasive: hanno un effetto cosmetico per chi li indossa, come sentire la pelle più morbida, come dopo l’applicazione di una crema. Gli abiti non ungono ma la pelle ne trae beneficio.

Nel nostro percorso dall’idea all’impresa abbiamo vinto molti premi e percorsi d’incubazione come Changemakers for Expo, iniziativa promossa da Telecom con Expo2015 con il sostegno dell’incubatore milanese Make a cube, volto a premiare le migliori idee sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale che potessero avere uno sbocco pratico nel contesto dell’Expo. E po ancora Alimenta2Talent con il Parco Tecnologico Padano di a Lodi, e ci siamo messe a studiare il modello di business con l’aiuto di una serie di professionisti che ci hanno spiegato quali macchinari utilizzare e in che modo dimensionare l’impianto di trasformazione. In quello stesso periodo riusciamo a ottenere anche una menzione speciale da parte dell’acceleratore Working Capital di Catania, riavvicinandoci finalmente alla nostra terra di origine e permettendoci di conoscere alcuni trasformatori siciliani di agrumi e quelli che poi sarebbero diventati i nostri soci. E ancora il supporto ricevuto dall’associazione 3enta4anta in quanto vincitrici del premio Re-Fashion, arrivare tra le prime cinque startup al mondo nelle industrie creative alla Creative Business Cup di Copenhagen nel 2013, rappresentare l’innovazione italiana a New York grazie ad ItaliaCamp e alla Sicilian Venture Philatrophy Foundation e molto altro ancora.

La svolta è arrivata lo scorso anno, tra Natale e febbraio, quando abbiamo deciso di costituirci come società e grazie a due imprenditori siciliani – ora nostri soci – abbiamo avuto i fondi per iniziare a lavorare sul primo prototipo di tessuto dagli agrumi.

Dopo l’entrata degli investitori privati, un’altra buona notizia: Trentino Sviluppo decide di finanziare il nostro progetto, accogliendoci nell’incubatore I point di Rovereto.

Iniziamo così un’unione metaforica dell’Italia, in cui Catania, Milano e Rovereto diventano le nostre sedi da cui cerchiamo di aggregare eccellenze e sviluppare il nostro progetto. L’apporto di Trentino Sviluppo è stato fondamentale: oltre l’aiuto economico, ci offre strutture, servizi e consulenze che rendono la vita molto più facile a chi è alle prime armi con un’avventura imprenditoriale.

A settembre siamo arrivate al prototipo, presentato in anteprima all’Expo Gate di Milano nella giornata della Vogue Fashion Night Out. Il nostro primo tessuto Orange Fiber è stato ottenuto unendo l’esclusivo filato di acetato da agrumi alla seta, in due varianti: raso tinta unita e pizzo, insieme a due varianti di filato di colore giallo e arancio.

Da allora stiamo lavorando per l’ottimizzazione di un impianto in Sicilia per l’estrazione della cellulosa dagli agrumi insieme ad un produttore di succhi e siamo già in contatto con gli altri attori della filiera che abbiamo trovato per realizzare il nostro prototipo.

Quanto all’ingresso sul mercato, siamo in contatto con alcuni brand storici del Made in Italy ed altri internazionali, con cui stiamo valutando le diverse opportunità di collaborazione. Il mondo della moda è alla ricerca di sostenibilità e noi ci auguriamo di consolidare nel giro di qualche anno la nostra presenza nel mercato dei tessuti innovativi e di iniziare una fase di internazionalizzazione del progetto.

Guardare le cose da un’altra angolazione, sperimentare, immaginare, creare, partendo sempre dalla conoscenza del presente e del passato d’eccellenza del nostro paese. Questa è la nostra innovazione, un viaggio che parte da ciò che più ci sta a cuore, la moda Made in Italy e l’ambiente, per approdare ad un prodotto unico: Orange Fiber, il primo tessuto sostenibile e vitaminico creato a partire dai sottoprodotti dell’industria agrumicola.

Siamo troppo giovani per poter fornire delle massime, ma crediamo comunque con la nostra storia di poter dare un contributo a tutti coloro i quali custodiscono gelosamente il proprio sogno nel cassetto e non hanno il coraggio di tirarlo fuori: ci vuole tanta passione per il proprio progetto e determinazione per distinguersi, e a volte non bastano né una buona idea né sofisticate operazioni di marketing, ma solo intuito, passione, duro lavoro e un po’ di fortuna.

Il team

Due esperienze personali e professionali diverse che si uniscono per realizzare un’idea nata dall’amore per le eccellenze italiane: ecco la forza di Orange Fiber!

ADRIANA SANTANOCITO CEO & Cofounder

L’origine fashion di Orange Fiber: ha dato vita al progetto grazie a creatività e voglia di sperimentare. Guardando il mondo con occhi diversi, ha visto un tessuto vitaminico dove altri vedevano solo un’arancia.

ENRICA ARENA CMO & Cofounder

La voce di Orange Fiber: si è unita al progetto contribuendo a trasformarlo in realtà. Ha iniziato raccontando l’idea ai contest per startup e ai giornalisti, ora segue con Adriana il project management e la comunicazione.

www.orangefiber.it

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