Nina Rima: quando ti sembra che sia finita, non arrenderti!

nina rima

È sempre difficile per me ripensare a cosa stessi facendo o chi ero prima del mio incidente…

Mi ero da poco trasferita al mare da mia zia: Mentone è sempre stato uno di quei posti che ti trasmettono tranquillità ed io avevo bisogno di una pausa. Avevo passato un brutto periodo, stavo prendendo strade sbagliate inseguendo compagnie che mi avrebbero portata all’autodistruzione, ma fortunatamente ne ero consapevole.

Cosi ho pensato di passare qualche mese in Costa Czzurra per capire cosa fare della mia vita, per rimettermi in sesto e non buttare tutto all’aria.

Il progetto era quello di trovare lavoro in spiaggia, conoscere compagnie giuste, frequentare bravi ragazzi… e così feci!

Ho conosciuto, ad una cena con la compagna di mio padre, un bravissimo ragazzo con il quale stavo legando.

Iniziavo a vivere una vita serena, sana e regolare.

Sembrava perfetto, uscivo con Christian tutti i giorni, era primavera e ci spostavamo col motorino. Ricordo ancora le mille emozioni che provavo a sentire il vento in faccia mentre percorrevo quelle che, secondo me, sono alcune delle strade più belle e suggestive.

Guardando il mare all’orizzonte mi sentivo libera, come se fossi al posto giusto, e avevo una carica di energia che mi faceva sentire invincibile.

Ora ammetterò una cosa che poche volte ho detto ad alta voce per non ‘’colpevolizzarmi’’: per quanto possa essere contraddittorio, ogni volta che ero in moto con Chri, temevo succedesse qualcosa. Immaginavo come avrei potuto reagire e comportarmi nell’eventualità di un incidente, come se mi sentissi che qualcosa doveva succedere.

Un normale venerdì sera Chri viene a prendermi, lo faccio salire per darmi una mano nella scelta dell’outfit; lui diceva di non mettere nulla di che tanto non saremmo andati a ballare, avremmo al massimo bevuto qualcosa dopo cena! Scelsi di mettere allora una giacca di Prada “rubata” dall’armadio di mia zia, sicura di non rovinargliel, visto quello che avrei dovuto fare. Cenammo con il suo migliore amico e la sua ragazza, l’atmosfera di Dolceacqua era magica e mi ricordava i tempi in cui vivevo in montagna e pensavo a quanto fossi stata cretina a buttare quegli anni e quanto in quel momento mi sentissi serena.

Andammo a salutare la compagna di mio padre nello stesso posto dove ci eravamo conosciuti, in realtà sarei voluta andare a ballare ma giustamente Chri guidava ed essendo un ragazzo responsabile ha preferito che tornassimo a casa.

Così, a nemmeno dieci minuti di strada da casa, cimettemo in marcia col motorino.

Io ero stretta a lui, immersa nei miei pensieri, guardando la strada che scorreva sotto di me, quando sentii un forte boato proveniente dall’altra carreggiata. Non feci in tempo ad alzare lo sguardo e mi resi conto che la moto che provocava il boato stava sbandando. Così, rapida e indolore, si è scontrata col nostro motorino. Ho pensato che avrei dovuto attuare il piano che mi frullava per la testa ogni volta che salivo in moto… ovvero scappare, correre a casa, perché sapevo che la mia famiglia non sarebbe stata contenta di sapermi su un motorino.

Purtroppo, mentre la mia testa cercava di elaborare qualcosa, io stavo rovinosamente rotolando per strada. Ho cercato di fare più forza possibile per fermarmi visto che ero nella carreggiata opposta della galleria!

Penso che tutto ciò sia successo nell’arco di un nano secondo…

Mentre io mi fermavo, Christian che non ha nemmeno perso equilibrio, tornava indietro mettendosi in modo tale che nessuna macchina passasse rischiando di investirmi. Quando feci per alzarmi, purtroppo, mi resi conto che non era un incidente stupido, che non sarei potuta correre a casa e che forse non ci sarei nemmeno più tornata a casa…

Chri scendendo dal motorino è scoppiato ad urlare… ho dato un occhiata, una sola, la scena che ho visto non potrà mai uscire dalla mia testa. La moto mi aveva tranciato il piede, mi stavo dissanguando ero letteralmente mozzata.

Ho pensato sarebbe finita, mi sono detta : “è fatta, ti sei giocata la tua opportunità di vivere, ti sei lasciata andare troppe volte e questo è il risultato!”

Dicono che quando stai per morire vedi tutta la tua vita passarti davanti, io, invece, vidi tutto quello che avrei voluto o dovuto ancora fare e ho pensato che non avrebbe dovuto finire così, che avrei dovuto lottare!

Volevo chiudere gli occhi smettere di sentire quel dolore atroce, ma l’adrenalina e la paura di morire me lo hanno impedito, così sono rimasta cosciente fino all’arrivo dei soccorsi.

Onestamente non credevo mi sarei risvegliata… eppure, a parte qualche svenimento durante il tragitto e in sala operatoria, ho aperto gli occhi il giorno dopo al Santa Corona.

Il dolore non era affatto cessato, ero stordita anche se ricordavo tutto e nel mio cuore sapevo che non sarebbero riusciti a salvare nulla!

La prima cosa che chiesi era se mio padre fosse arrabbiato con me, sapevo di aver dato a tutti grandi preoccupazioni e tra le lacrime delle risposte capii che era tutto troppo grave e surreale per potersi incazzare.

Dopo di che chiesi a mia sorella se lo avessi perso, in cuor mio speravo disperatamente di no… ma purtroppo la risposta già la sapevo!

Cosi dopo due giorni di dolori atroci fisici e mentali mi resi conto che era giunto il momento di cambiare: la vita aveva deciso di dare una svolta e, per quanto crudele fosse stata, avrei dovuto ricavarci del bene!

Io credo che tutti noi in fondo sappiamo di essere destinati a qualcosa… che in un modo o nell’altro la nostra strada sia già scritta.

E passiamo una vita a cogliere segnali! È strano se dico che ho sempre sentito mi sarebbe successo qualcosa prima o poi, ma è così.

Per cui non ho sprecato tempo a chiedermi “perché a me?”, non ho cercato spiegazioni, non ho pregato di tornare indietro nè imprecato per quanto terribile fosse ciò che mi era successo.

Ho soltanto accettato il dolore che avrei dovuto subire, accettato che una parte di me era morta, che tutto quello che conoscevo e sapevo sarebbe, anche se di poco cambiato; che io sarei cambiata!

Perché è vero che non possiamo scegliere il destino, ma possiamo scegliere come affrontarlo.

E non sarà di certo un evento terribilmente spiacevole a doverci fermare o buttarci giù.

Per me non è finita lì: sono stata graziata, per quanto mi riguarda, ho avuto una possibilità in più per godermi realmente la vita, capirne gli innumerevoli aspetti positivi e quanto realmente sia importante!

Sono anche convinta che in ogni cosa che ci capita ci sia del buono, non tutto viene per nuocere e dobbiamo cogliere i lati positivi!

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