Made for change: un’idea fondata sul cambiamento!

MADE FOR CHANGE, un nome che racconta l’essenza di un’idea, un’idea fondata sul cambiamento, sulla passione, la ricerca di un’espressione capace di racchiudere un modo diverso di fare moda.

MFC è un brand nato nel 2011 dall’unione di due giovani stiliste, Carlotta Redaelli e Simona Donadio, che dopo aver conseguito un diploma in Fashion and Textile design hanno deciso di condividere la propria visione etica e sostenibile della moda creando un marchio d’abbigliamento bio. Nel 2012 il progetto Made For Change si aggiudica il primo posto al bando di concorso “Ritorno al Futuro” indetto dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, premiato come impresa innovativa. Da qui ne consegue la realizzazione di un laboratorio e showroom all’interno del quale prendono vita le collezioni Made For Change: dal disegno, al cartamodello, alla confezione fino alla vendita diretta. Stagione dopo stagione, oltre ad una linea di capi continuativi, Carlotta Redaelli e Simona Donadio hanno creato cinque collezioni, alle quali si aggiungono alcune special edition come le linee underwear donna e baby.

Nel 2013 viene introdotto l’Upcycling o riciclo creativo, un’attività grazie alla quale MFC è riuscita ad avvicinare un pubblico sempre più ampio al mondo della moda green. Vecchi jeans, scarti di tessuto e t-shirt dismesse vengono destrutturati per dare vita a nuovi capi, seguendo le tendenze e le richieste del mercato, mantenendo una particolare attenzione alla sostenibilità. Oggi MFC è un brand capace di proporre collezioni destinate ad ogni tipologia di donna dalla spiccata sensibilità, con qualche piccola digressione anche nell’uomo e nel baby.

I capi sono distribuiti nello showroom di Meda e tramite e-commerce direttamente dal sito:  www.madeforchange.it

Il mondo MADE FOR CHANGE non è solo eticamente corretto, ma anche esteticamente attraente e piacevole da indossare. Rifette la creatività e il gusto estetico delle due fashion designer, abbinato ad una ricerca costante delle materie prime e ad una filiera produttiva corta e trasparente. Nelle collezioni MFC l’accostamento tra tessuti biologici e le infinite combinazioni di stili, forme e dettagli, rendono la sfda all’acquisto consapevole ancora più intrigante. Ogni capo racconta una storia, fatta di sogni e grandi ideali che si concretizzano proprio nella componente ecologica e artigianale.

Made For Change sceglie di prediligere le fibre naturali come il cotone biologico, la lana organica, il bambù o la fibra di cereali e questa decisione nasce da una duplice necessità: offrire al pubblico la miglior soluzione possibile in termini qualitativi e mantenere intatta la propria filosofa green, volta al rispetto di ambiente e lavoratori. I due aspetti in realtà si equivalgono, in quanto le proprietà principali di queste fibre, quali la lucentezza, la riconoscibile morbidezza al tatto, le capacità traspiranti e le proprietà anallergiche, sono strettamente collegate al modo in cui vengono trattate le materie prime.

Per poter garantire la massima affidabilità e qualità dei propri capi, Made For Change si avvale SOLO di fornitori certifcati secondo standard internazionali.

Le novità del 2015, novità che vedranno protagonisti ancora una volta i tessuti, certifcati e made in Italy, tra cui in particolare il jersey declinato nelle sue svariate composizioni bio. Dalla sua prima apparizione sulle passerelle internazionali – grazie a Coco Chanel – nel lontano 1916, il jersey rappresenta un fedele alleato per la donna rivoluzionaria, che ama la praticità, che indossa capi in grado di scivolare sulla propria silhouette con armonia, pur senza sacrifcare linee più costruite. Anche nella sua accezione bio, qui proposta da Made For Change, il jersey sa essere al contempo sofisticato e frizzante. Lo ritroviamo così sotto forma di tubini e capi spalla ma anche in originali e mai scontati completi tuta. Tre le varianti di jersey proposte: il 100% cotone biologico , più leggero e fresco per le calde giornate estive; un peso intermedio, sempre in cotone biologico ma con una componente di elastan, per i capi più costruiti, ma anche maxi o mini dress e completi più “comodi”; ed infine le fibre di bambù e cereali molto morbide e cascanti, perfette per capi spalla e maxi maglie sempre più ampie declinate nelle diverse gradazioni di rosa per il bambù e in un caldo giallo zafferano per i cereali.

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Blazer in fibra di cereali (protein rose) e pantalone palazzo in cotone biologico.

 
Le novità di Made For Change non riguardano solo la linea donna ma anche l’universo dei bambini, grazie all’introduzione di una “capsule collection” a loro dedicata, ovvero una selezione di capi composta da pochi e basilari elementi facilmente abbinabili e intercambiabili tra loro, in sintonia con il mood della collezione destinata agli adulti.
Tra i must have campeggiano i capi unisex come il jeans e le t-shirt, ma anche soluzioni più vezzose destinate esclusivamente alle femminucce quali la gonnellina in jeans e un mini abito.

 

mfcCarlotta Redaelli e Simona Donadio entrambe classe 1987. Abbiamo avuto entrambe una formazione artistica, Carlotta ha frequentato il liceo artistico Amedeo Modigliani a Giussano (MB) con indirizzo figurativo, mentre Simona l’Istituto Statale d’Arte Fausto Melotti di Cantù (CO) con indirizzo moda e costume. Dopo la maturità entrambe abbiamo iniziato il nostro percorso accademico in NABA (Nuova Accademia di Belle Arti, Milano) frequentando l’indirizzo di Fashion and Textile Design, dove ci conosciamo e instauriamo il rapporto d’amicizia che ci lega ancora oggi. Conseguiamo il Diploma Accademico nell’anno 2010. Entrambe frequentiamo un corso breve di specializzazione nella tecnica del Moulage presso il Cfp Paullo Milano dove Simona frequenterà anche il corso Avanzato di Sartoria. A un anno dal Diploma in Fashion and Textile Design, dopo aver entrambe avuto esperienze di stage, ci ritroviamo e decidiamo di seguire la nostra passione e creare Made for Change.

Twitter: @MadeForChange
Instagram: @made_for_change
YouTube: made for change