Giornata Internazionale delle Bambine: stop alla violenza!

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Oggi, 11 ottobre, è la Giornata Internazionale delle Bambine.

Dal 2011 l’ONU dedica questa giornata a ricordare come le bambine siano tutt’oggi oggetto di discriminazioni e di abusi in tutte le aree del mondo, anche in quelle che sembrerebbero più avanzate. Dalla pedofilia alle spose bambine per non dimenticare la difficoltà di accedere ai gradi superiori di istruzione.

Tra gli obiettivi dello sviluppo sostenibile (Sustainable Developement Goals), il quinto parla proprio di uguaglianza di genere. Ci si propone di “raggiungere la parità di genere attraverso l’emacipazione delle donne e delle ragazze”.

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Sono le bambine, le ragazze, infatti, che saranno le donne del domani e se crescono abituate a non avere ambizioni, la partita sarà persa in partenza.

In questo ultimo decennio molto si è fatto per la fascia delle più giovani. Si sono coinvolte le famiglie, le comunità e la società tutta per tutelare le bambine fino ai 14 anni da abusi e violenze, per permettere loro di avere un’istruzione di base e le adeguate cure mediche e preventive, come i vaccini.

Molto ancora c’è però da fare per la fascia delle adolescenti. A loro, infatti, in alcune aree del mondo è ancora precluso l’accesso all’istruzione universitaria. Mancano, inoltre, le dovute informazioni riguardo la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e la protezione da gravidanze inattese. Oltre ad essere ancora la fascia più colpita dalla violenza di genere.

L’ONU sottolinea, con questa giornata di riflessione, come lavorare per arrivare all’uguaglianza di genere possa essere un investimento sul futuro. Le ragazze di oggi, domani possono essere preziose partner degli uomini nel prendere grandi decisioni come sui conflitti politici o sulle questioni economiche globali e sulla sostenibilità. L’apporto della sensibilità femminile potrebbe essere un valore aggiunto nelle considerazioni che portano a decisioni globali.

Mai come quest’anno, poi, la giornata è particolarmente sentita. Il Premio Nobel per la Pace 2018, infatti, è stato assegnato proprio a due figure molto legate alle battaglie per la parità di genere. Nadia Murad, simbolo del genocidio e delle violenze dell’ISIS, e Denis Mukwege, medico congolese che si è sempre dedicato a curare le donne vittime degli stupri di guerra.

E tu, cosa fai nella tua vita quotidiana per raggiungere la parità di genere? Per tutelare le donne di domani? Raccontacelo a info@leadingmyself.it