Francesca Fedeli: realizza un progetto che risponda a un bisogno

Francesca Fedeli

Un’altra protagonista del GammaForum, che ci vedrà media partner il prossimo 15 novembre a Milano, ci parla della sua esperienza imprenditoriale e unama. Si tratta di Francesca Fedeli, Presidente di FightTheStroke.org e Fondatrice di Mirrorable.org.

Nel suo settore, cosa viene fatto concretamente per agevolare il ruolo di donne in carriera e mamme?

Il settore dell’assistenza socio-sanitaria a famiglie con bambini disabili è caratterizzato da un’asimmetria di cura: nonostante ci siano strumenti volti a rispondere alle necessità delle mamme lavoratrici (es. permessi lavorativi retribuiti grazie alla Legge quadro 104/92 per i diritti delle persone diversamente abili), spesso queste donne sono le prime a rinunciare alla carriera all’interno del nucleo familiare e a decidere di occuparsi a tempo pieno della cura di un familiare in condizioni di bisogno.

 

Che consiglio darebbe alle donne che hanno un’idea di business o di professione ma non osano realizzarla?

Tra gli obiettivi dell’Associazione www.fightthestroke.org c’è quello di restituire la speranza alle famiglie dopo una diagnosi di grave disabilità: lottiamo tutti i giorni per sviluppare uno spirito di resilienza e di antifragilità in quelle donne che si sono trovate ad affrontare un trauma familiare, la perdita contestuale del lavoro e della stabilità familiare. Una delle leve su cui agiamo è la comunità di mutuo aiuto che attraverso la condivisione di esperienze comuni promuove il cambiamento sistemico nel settore della riabilitazione motoria dei bambini disabili: abbiamo donne che si sono messe così alla prova con progetti personali, per migliorare la vita dei propri figli e della collettività. È questo il consiglio che ci sentiamo di dare: recuperare il vero ‘purpose’ della propria missione e mettersi alla prova con un progetto imprenditoriale che offra una soluzione ad un bisogno sociale.

 

C’è stato, nella sua carriera, un evento particolare che le ha fatto capire che stava facendo la cosa giusta?

Credo che il momento che più ha motivato me e mio marito Roberto D’Angelo a dedicarci a questa missione sia stata la condivisione del nostro messaggio con una popolazione più allargata: questo il TED talk in cui abbiamo raccontato per la prima volta la nostra esperienza con Mario e da cui abbiamo meglio capito che ne sarebbe valsa la pena attivarsi per 17 milioni di bambini al mondo con una diagnosi di paralisi cerebrale infantile.

 

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