FlorityFair: “In Italia c’è ancora spazio per realizzare qualcosa di bello”

FlorityFair

FlorityFair è nato con un percorso  al contrario: da giurista e con lavori che mi hanno portato a vivere all’estero diversi anni (Svizzera, Londra, Parigi, Malta, Kazakistan, Portogallo…) e proprio nelle mie case in affitto all’estero mi sono abituata ad avere fiori freschi sul tavolo tutti i giorni…e soprattutto a potermelo permettere!

Un mese dopo il mio rientro in Italia e 40 Euro a settimana spesi in fiori ho deciso di fare una piccola spending review e nell’era del consumismo 2.0 ho banalmente cercato “abbonamento ai fiori” su google. Convinta esistesse già come servizio. Google mi ha risposto che non esisteva nulla di simile. Cosa molto strana visto che ho amici che da anni e per anni hanno cercato “buchi” nel mercato per poter fare imprenditoria. Senza arrendermi ho allora ripiegato su google a cercare “fiori low cost roma” pensando che , visto che ormai anche i supermercati, per non parlare di viaggi e vestiti, sono low cost,  su un bene di lusso come i fiori dovesse per forza esserci qualcosa di analogo. Invece nulla.

Cosa fai a 28 anni se hai un bisogno reale da consumatrice e il mercato non ha ancora pensato a soddisfarlo? Ecco cosa fai:

Comunichi a tuo padre, avvocato anche lui, che ti ha aspettato nel suo studio per anni lasciandoti prima cercare e sperimentare tutte le alternative del e nel mondo e gli dici “ciao papà cosa ne pensi se da domani iniziassi a fare la fioraia”? La risposta non è stata “ti droghi?” ma dalla reazione iniziale deve averlo pensato seriamente!

Comunque a parte gli scherzi inizio a studiare il settore e mi accorgo che i fiori che compriamo dal fioraio sono importati, nonostante i nostri floricoltori producano nella nostra terra Italiana da generazioni fiori bellissimi. Per fare un esempio: da dove pensate che arrivino le rose che ci regalano a San Valentino (Febbraio!!!)? E perché –sole costante a parte- pensate che le multinazionali inglesi ed olandesi abbiano scelto proprio i paesi più poveri per produrle?  Perché lì non devono assumere, possono sottopagare (anche bambini) e farli lavorare senza protezioni usando bombe chimiche che poi riversano nelle acque dei parchi senza preoccuparsi di rispettare nessuna norma sullo smaltimento ed uccidendo così animali come gli elefanti (è fatto di cronaca a Naivasha in Kenya). E questo non per sfamare noi occidentali…ma per farci avere delle rose tutto l’anno perché a noi per esempio tulipani o iris nostrani il 14 febbraio non piacerebbero lo stesso?! Il sistema consumistico ci manipola anche per l’acquisto dei fiori che io in primis acquistavo senza consapevolezza di quanto ci fosse dietro e tutto ciò per trarre un maggior ricavo …ma veramente?!!? Si. Loro. Ma loro in realtà siamo noi: il sistema che alimentiamo comprando senza informarci. E quindi se noi cambiamo, se ci responsabilizziamo, se facciamo cose o anche solo scelte buone e giuste, il mondo cambierà, riprenderà la giusta direzione. Non domani ma magari se lo iniziasse a fare anche il vicino e l’amico del vicino e il figlio dell’amico del vicino….tra qualche anno sì. Dipende da noi. Non è bello?  E’ faticoso d’accordo, anzi molto faticoso. Ma già prenderne consapevolezza è un primo passo. 

fLORITYfAIR

Così fondo FlorityFair.com la prima low cost di fiori km zero a domicilio ovviamente online. In altre parole faccio la fioraia in chiave moderna e dopo aver iniziato offrendo abbonamenti mensili ai fiori (ogni settimana consegnamo un mazzo di fiori freschi stagionale a domicilio a roma) e allestimenti floreali per matrimoni e corsi di composizione floreale http://www.florityfair.it/addobbi-floreali-matrimonio/richiedi-una-consulenza/  http://www.florityfair.it/corsi/

Ora, ci stiamo espandendo e tra due mesi venderemo anche fiori (sempre km zero) in tutto il mondo sul nostro portale. 

Sono felice di essere tornata in Italia dove contrariamente a quel che si pensa c’è ancora spazio per quelli come me che vogliono provare a valorizzare quello che di bello e buono abbiamo ancora nel nostro paese e perché no goderne anche. Se c’è spazio per lamentele c’è spazio anche per migliorie e visto che a mio avviso l’Italia siamo noi italiani e non il ns governo è importante che se non vogliamo lamentarci più contribuiamo tutti nel nostro piccolo a renderlo il posto che vorremmo.

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