Federica Papotti: “Sono l’assistant più social dell’anno!”

federica papotti

Federica Papotti, Sono una persona normale o meglio tradizionale perché oggi il concetto di normalità è troppo soggettivo. Ma sono una persona curiosa e questo forse non è così comune: per me curiosità rappresenta la voglia d’imparare a cucire a mano e a giocare a scacchi a 44 anni, di visitare tutte le 38 capitale europee, di conoscere usi, costumi e tradizioni del mio collega franco-algerino, d’osservare il genere umano con ottimismo e generosità per costruire amicizie, relazioni e fiducia, giorno dopo giorno, mattoncino su mattoncino. 

Come ripeto spesso ai miei due figli adolescenti, tutto serve nella vita perché arriverà il giorno in cui quel qualcosa imparato in una situazione insolita, improbabile ed apparentemente anonima, “…vi aiuterà a cavarvela e vi ispirerà! E come un fiume in piena, verrete travolti da parole, idee, emozioni, ricordi…infiniti ed inarrestabili!”
Non a caso l’affermazione STAY HUNGRY, STAY FOOLISH (a dire il vero più la prima che la seconda perché resto comunque una persona razionale), mi appartiene come una seconda pelle e questa “fame” viene percepita da chi m’incontra perché la mia curiosità è autentica e genuina, come la mia terra d’origine, l’Emilia ed in particolare Bologna con la sua personalità forte e sincera.
Consapevole che la vita è una sola e che non c’è la prova generale, anzi qui si va in scena subito senza possibilità di replica, sono affascinata dall’incontro con gli altri perché so che ognuno, a modo suo, ha da offrirmi “qualcosa che sa di buono”.
Così, tra le motivazioni del premio ADA – Assistente dell’anno 2016 lette da Jessica Alessi, in occasione del Secretary Day del 23 maggio scorso, la più gratificante è stata quella del “SI PUÒ FARE, SE SI VUOLE DI PUÒ FARE” perché non era previsto né prevedibile che una persona socievole ma non social (!) come me vincesse il premio “Social&Digital Assistant 2.0”, ovvero l’assistente al passo coi tempi che dimostra di saper usare le moderne tecnologie ed i social network in ambito professionale.
É stata la mia “amica” curiosità ad accompagnarmi anche in questo nuovo e per me inesplorato (tant’è che mi sono autodefinita una “moonwalker”) mondo social, dove tutto quello che avevo imparato, visto, vissuto e temporaneamente archiviato in un cassettino della memoria, è sbucato fuori, materializzandosi. 
Ed è stato fantastico scoprire un nuovo modo di comunicare! 
A livello professionale, è stato utile per suscitare, una volta tanto, la curiosità altrui…
A livello personale, è stato esaltante scoprire che quel volantinaggio a mano, quello sgolarsi a gran voce, quell’andare a tirare la giacchetta alle mamme ed ai papà, diciamo così, distratti per promuovere le iniziative del Comitato Genitori Yes We School, da me fondato alcuni anni fa per dare una mano alle scuole del mio paese, poteva realizzarsi con un semplice “condividi” su Facebook…
Passata la botta d’adrenalina del premio, anche questa esperienza prenderà il suo posto nella mia sempre affamata memoria e chissà che, una volta arrivata sulla Luna, io non apra questo cassetto ed utilizzi i miei canali social per mandare un tweet…