Federica Ginesu: “come un’araba fenice”

federica ginesu

È col tempo che ho capito di essere un’araba fenice.

Sono morta e rinata dalle ceneri della scrittura, dalle fiamme dell’inchiostro. È il giornalismo che mi ha dato la vita, quella vera che ho sempre voluto. Era estate. Settembre di tre anni fa quando ho cominciato questo viaggio di parole, incontri, sguardi ed emozioni. Sento di essere una cantastorie, una raccontatrice di esistenze. Mi muovo nel mondo delle donne. Le personagge delle storie che scrivo sono tutte reali. Alcune appartengono al passato, sono il lievito madre che continua incessantemente a fermentare il quotidiano vivere femminile. Altre sono dee madri del presente. Donne che sfidano ostacoli, confini all’apparenza invalicabili da violare con coraggio e determinazione. Lo straordinario ordinario. Scrivo di donne per dare visibilità a tutto quello che è rimasto in ombra per troppo tempo, celato e disperso nei meandri della storia. Sono sempre pronta alla scoperta, alla meraviglia. Davanti alla consapevolezza, alla libertà di essere donne. La grande pensatrice Joyce Salvadorj Lussu diceva che alle donne non spetta la retrovia, ma la prima linea. Oriana Fallaci invece affermava così: «Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna». Una sfida gioiosa e impetuosa perché c’è ancora tanto da conquistare e rivendicare.

Scrivo da una terra ricca di humus femminile. La Sardegna è la madreterra dell’unica italiana ad aver vinto il premio Nobel: Grazia Deledda. Una donna che non ha avuto paura di essere ambiziosa e ha realizzato il suo sogno: divenire scrittrice. La mia Isola ha generato anche le prime sindache d’Italia, la prima assessora regionale e la prima presidente di provincia. Tanti primati e tanta forza che scorre nelle vene. Sono consapevole di aver scelto una strada difficile da percorrere. Secondo l’ultimo rapporto Ombra Cedaw su 355 testate giornalistiche, regolarmente registrate tra tv, radio, carta e web, solo 73 sono dirette da direttrici. I caporedattori uomini sono il triplo delle donne. «Nonostante la presenza delle giornaliste sia ormai massiccia nelle redazioni (poco meno della metà dei colleghi maschi), la catena di comando dei giornali è rigidamente in mano maschile e quindi anche l’impostazione, la sensibilità nel giudizio delle notizie, la stessa lettura della realtà rischiano di essere fortemente condizionate» dice ancora il rapporto. Ecco perché c’è bisogno che le donne scrivano, che esprimano ancora di più la realtà.

Ho sempre contato, in questo percorso, solo sulle mie capacità e sulla mia passione. Sono redattrice in un giornale femminile on line della mia regione La Donna Sarda. Con fatica e determinazione sto incominciando a scrivere su alcuni giornali nazionali. Ma la strada, ne sono consapevole, è ancora molto lunga e l’esito incerto.

Trovare la propria via non è sempre semplice. Per me il momento è arrivato dopo i vent’anni, quanto ho cominciato a divenire donna. La mia esperienza insegna che bisogna guardarsi dentro sul serio e coltivare il proprio sogno, alimentarlo con infinita abnegazione e dedizione. Spirito di sacrificio e non mollare mai. Combattere per realizzarsi. E credere nella potenza che ognuna di noi possiede. In quelle scintille che possono cambiare la vita. Sta a noi a poterle attivare.

 

Twitter: @whiteorchidea25
Facebook: Federica Ginesu
Instagram: federicaginesu
Blog: www.federicaginesublog.wordpress.com