Barbara Riccardi: “La mia nomination è la risposta che le cose possono accadere”

barbara riccardi

 Il mio passepartout è insegnare giocando, pensando a me da bambina e da alunna per evitare di annoiare me e loro per questo invento modi e modalità per approcciare la didattica in modo creativo, ricercando “formule magiche” che poi tanto magiche non sono perché solamente vere, che siano accattivanti per attrarre la loro attenzione verso l’apprendimento in modo dinamico e che li porti ad un ragionamento autonomo, critico e creativo.

Un lavoro di ricerca e sperimentazione continua per calare al meglio l’intervento didattico. Porto le cose che mi appassionano dentro scuola mettendo il vissuto reale a disposizione dei ragazzi che possono brevettarsi e brevettare a loro volta forme adeguate al loro modo di apprendere. Tutti noi docenti possibili – quelli che pensano “Si può fare”- dovremmo mantenere sempre alto il fuoco vivo della voglia di imparare nel proseguire con forza il cammino di aggiornamento personale e professionale per stare al passo con i tempi e non rimanere arretrati rispetto ai ragazzi che oggi poi sono multitasking e sono molto più smart di noi nell’apprendere attraverso linguaggi più multimediali e tecnologici, con linguaggi riconosciuti da sempre universali ed inclusivi.

Sono Counselor della Gestalt Psicosociale e giornalista pubblicista, mi sono riscritta all’Università a Roma Tre a Scienze dell’Educazione proprio perché una volta intrapreso il percorso formativo, non ci si può fermare più. Ritengo LA FORMAZIONE LA CHIAVE PER LA CRESCITA a tutti i livelli, il sistema per rimanere giovani in tutti i livelli.

Da molto tempo, e sempre più prepotentemente, nutro l’interesse ed il desiderio di poter creare un movimento culturale fatto di tutte quelle persone che in ogni campo e ad ogni livello, sono speciali perché animatrici e rianimatrici del virus della possibilità nel quotidiano nostro fare ed essere. La mia palese capacità di tessere relazioni e creare giochi di reti di scambio mi ha permesso di osare, di provare a vedere cosa accade se con tutta me stessa investivo per realizzare questa audace manovra di compattamento e unione per poter essere in tanti -perché sappiamo bene che siamo in tanti- e iniziare così a dare voce alle cose belle che si fanno nelle nostre scuole e rispondere alle lagne/lagnanze in modo diretto.

La mia nomination è la risposta che le cose possono accadere, ci credo da sempre, come credo nell’arte dell’incontro, che nulla avviene per caso come credo che la forza del pensiero positivo possa davvero produrre il materializzarsi di ciò che è stato pensato con desiderio, un desiderio prorompente. Come quando vuoi trovare parcheggio, lo pensi così forte che poi avviene, a me capitata proprio così. E’ un allenamento costante quello di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, perché è più semplice cadere nella botola della lagnanza, dove è difficile trovare soluzioni, dove è tutto complicato da attuare, ma giorno dopo giorno la forza e la costanza diventano alleate dell’essere positivo e propositivo, poi ad un certo momento viene tutto naturale, divenendo uno stato di vita. Un po’ è successo con questo concorso, chi mi conosce bene, la mia intenzione è di far emergere non le mie, ma le nostre competenze e diffonderle agli altri attraverso corsi di formazione mirati per CREARE UN FRANCHISING NEL MONDO DI SCUOLE POSSIBILI. Questa idea è nata all’interno della redazione della rivista La Scuola Possibile di cui faccio parte come Referente delle Relazioni Esterne, è una rivista che si occupa di tutto ciò che è possibile con uno sguardo ampio sull’inclusione, rivista riconosciuta dal MIUR all’interno degli strumenti delle Nuove Indicazioni Nazionali al nostro attivo abbiamo circa 30.000 visitatori a livello nazionale ed anche internazionale grazie al mio aprirmi al mondo con l’occasione del Global Teacher Prize.

Come in tutte le cose, ci sono le belle e le cattive situazioni che ne derivano, la mia risposta al pensiero “Perché proprio a te?” Non ho nulla di più o di meno rispetto agli altri docenti, forse solo la voglia di far emergere e valorizzare quel che faccio e in cui credo per stile e modalità andando oltre le quattro pareti dalla mia aula, aprire le finestre e far entrare aria nuova e pura, osando nel puntare lo sguardo su nuove ed ammiccanti opportunità. Vorrei che con me e attraverso questa mia candidatura uscissero dall’oscurità tutte le persone che come me sollecitano e realizzano proposte di crescita fantastiche e ‘bilaterali’, per piccoli e grandi parallelamente. Ecco, dal mio successo si può trarne la forza giusta e il giusto esempio per spronare a provare e tentare nel raggiungere ognuno il proprio desiderio nel cassetto tirandolo fuori; di questo ne sono sicura, molti seguiranno questa onda perché sono testimone del fatto che può accadere a tutti, perché sono una persona comune come tante altre, una che si può incontrare tranquillamente al bar la mattina o che fa la spesa sotto casa. Importante è credere che può accadere e prendere consapevolezza di quanto si vale e quanto vale il nostro sistema di fare scuola e palesarlo al mondo. L’idea che questa non è solo la mia vittoria, ma rappresenta l’occasione, fornita dal Global Teacher Prize, di una vittoria unitaria, di tutti noi del mondo della scuola e non solo, di tutti noi italiani che finalmente siamo orgogliosi del valore della nostra Nazione che si adopera nel fare formazione di qualità a tutti i livelli, che si occupa di educare con passione e nel modo migliore, il migliore e perfettibile di cui vantarsi: andiamo avanti, la storia insegna!! La nostra bacchetta magica? La nostra creatività che va a sopperire anche quelle che sono le mancanze monetarie e di investimenti verso il fare e diffondere cultura.

Gioco, tecnologia e ricerca, esempio il “TGScuola”, sono gli strumenti che aiutano i ragazzi a sperimentarsi e sperimentare le proprie capacità e poi essere in grado di metterle a frutto di tutto il gruppo classe, per uno studio orientato ad una crescita a tutto campo. Si impara divertendosi. Questo è il primo indicatore: se i bambini vengono a scuola felici, allora il successo didattico/formativo è possibile. Il TGScuola è composto da tutti, dal microfonista, dal regista, dal giornalista, dall’inviato speciale, ognuno nel rispetto del proprio ruolo e di cosa gli piace fare per contribuire al successo di gruppo inclusivo del “programma”!! I risultati li vedo oggi,:i miei ragazzi dello scorso ciclo hanno ottimi risultati nella scuola media per prontezza e dimestichezza in tutte le materie, abili nello studiare con disinvoltura attraverso anche l’utilizzo dei mezzi informatici, audaci con in mano la capacità di valutare/valutarsi e intraprendere autonomamente percorsi diversi a seconda delle situazioni. Altro valore aggiunto, la capacità di infondere in loro una capacità di pensieri aperti, logici e creativi, stimolandoli all’ironia che per me rappresenta una delle forme di intelligenza tra le più evolute per rapidità di soluzione nel riconoscere le sfumature logiche di frasi e contenuti per dare risposte.

Renderli autonomi, consapevoli e critici nei confronti di sistemi e letture e sicuri di loro nell’affrontare il nuovo nelle situazioni in divenire, come può essere appunto un progetto in gemellaggio con un altro paese, dove il confronto è costruttivo, nel passaggio delle Buone Pratiche per percorsi di crescita che sostengono i ragazzi nel sapersela cavare in ogni situazione. Questo è quello che reputo una didattica arricchente, positiva e reattiva, fatta di continua ricerca e sperimentazione e fare esperienze nell’adottare sistemi di apprendimento efficaci, per essere efficienti nel raggiungere ognuno i propri obiettivi di vita.

Investire nella cultura e nella formazione, è investire nel futuro in una forma più ampia per uno sviluppo sociale e del capitale umano, per realizzare comunità europee sempre più allargate ed inclusive dove ognuno può dare il proprio contributo. Per questo abbiamo ideato dei corsi di formazione ad hoc per il mondo adulto per esempio e diventare il giusto esempio per i nostri ragazzi per poter dare gli strumenti adatti per essere adulti capaci ed efficaci nell’apportare il giusto cambiamento come formatori di quelli che saranno i nuovi uomini e donne nel mondo del lavoro di domani, belli e possibili.

La rivista www.lascuolapossibile.it

Gestalt Italiana

Museo Explora

http://www.globalteacherprize.org/finalist/barbara-riccardi

FB: Barbara Riccardi