A01 Art Gallery: la conseguenza di passione e scelte

La galleria d’arte contemporanea A01 può essere definita in un solo modo: conseguenza.

La mia passione nasce in modo ossessivo, non ho mai badato a preconcetti o, come li definivano molte persone, sprechi; a diciotto anni ho comprato, sudando non poco, il mio primo lavoro.

Ero inesperto, e voglioso di quel senso di possesso che spesso si prova nel comprare arte. Mi piacevano gli artisti storicizzati, i grandi movimenti del ‘900, e quindi mi accontentavo un po’ di tutto. In quel periodo desideravo un lavoro Dadaista, quindi Man Ray mi sembrava un buon compromesso rispetto al ben più costoso Duchampes.

Da quel preciso istante tutto è cambiato, il concetto di possesso è diventato espansione, e prima di arrivare alla galleria ho iniziato a collezionare numerosi multipli: da Warhol a Twombly, da Boetti a Cattelan. Ma, nonostante ciò, mancava la ricerca, quella che in ambito finanziario può essere considerata rischio.

Grazie al mio percorso di studi ho iniziato a seguire artisti giovanissimi e ad appassionarmi alla nuove forme di ricerca, ho imparato a vedere l’arte come un concetto più etereo e, se vogliamo, anche più puro.

Dei giovani artisti che seguivo prima di aprire il mio spazio ne è rimasta solo una, ma come dicevo in precedenza il rischio è il fattore che porta tutto avanti, che ci stimola, che ci dà la forza di affermarci.

La A01 era nei primi tempi una galleria estremamente caotica, priva di identità, disposta a mettere in gioco anche l’arte meno ricercata per pura passione; la ricerca, il sacrificio, la rabbia mi hanno aiutato ad emergere, a maturare ed a trovare l’impronta personalistica di oggi.

Oggi, dopo due anni di vita, il mio spazio ha un focus preciso e che aumenta di selezione e severità giorno dopo giorno. Attualmente, infatti, si lavora solo con artisti under 30 e la ricerca è basata su di un tipo d’arte a cavallo tra il concettuale ed il socio-antropologico.

Abbiamo partecipato ad ArtVerona ed è stata la nostra prima fiera, e per me è stata anche una conferma.

Parlo di conferme perché molte persone che aspirano a fare questo lavoro spesso lo sottovalutano, credono che si tratti semplicemente di vendere oggetti (quando in realtà vendi pensieri), che alla base di tutto vi sia la compravendita e nient’altro. Non esiste definizione più sbagliata: il mestiere del gallerista è fatto di ricerca e studio costante, di discussioni con gli artisti, di viaggi, tantissimi viaggi, di emozioni e di brutale sincerità.

Negli anni ho imparato ad ascoltare le persone, a fare di ogni consiglio un tesoro, anche se poi si decide di non seguirlo, ho maturato il mio gusto e ho anche lasciato spesso che il mio sogno mi indirizzasse.

Oggi la A01, che intanto ha iniziato a coinvolgere anche giovani curatori e critici, è una realtà consequenziale alle mie scelte e che nel 2017 porterà avanti alcuni straordinari progetti.

Si parte da Omnia Fert Aetas, progetto in divenire di Ilaria Cozzolino, artista ventiduenne, che è stata già protagonista ad ArtVerona 2016 e di cui si sentirà molto parlare nel 2017 (sua l’opera sopra raffigurata).

La Cozzolino lavora con il concetto di memoria storica e tra ricerca e tradizione esterna il concetto di Roland Barthes: lo spectrum. Questo concetto, fortemente sentito dall’artista, sintetizza la spersonalizzazione del soggetto fotografato. La Cozzolino è in costante ricerca, una ricerca che può definirsi a tratti ossessiva.

Gvantsa Jishkariani lavora invece con il concetto di serendipità e parodia, collezionando piccoli oggetti e feticci della sua terra, la Georgia, e raccontandone la storia e le tradizioni, ma anche la sofferenza e le contraddizioni.

Vincenzo Borrelli con il progetto “Nuova Formula Migliorata” decontestualizza gli oggetti dando loro una sorta di vita propria, rimettendoli al mondo per la loro semplice funzione e trascendendo una concettualità ormai banale per il ventunesimo secolo.

William Ludwig Lutgens, unico pittore della A01 e diplomando ad Hisk, una delle migliori residenze d’artista al mondo, lavora in modo parodico sulle contraddizioni della società contemporanea, partendo dal terrorismo ed arrivando alle condizioni dei lavoratori in cina.

Da citare è anche il lavoro di Vincenzo Bruscino, adesso in galleria, “Omnis Negatio est Determinatio”.

Per giungere a questi risultati ci è voluto sacrificio e consapevolezza di ogni minima scelta, ma soprattutto l’appoggio di questi fantastici artisti e dei miei due collaboratori: Fabio Sacchettini (giovanissimo curatore) e Sara Maietta, senza contare i collezionisti, che poi diventano un ingranaggio fondamentale nello sviluppo della galleria, interagendo non solo con me, ma con tutte le intelligenze che ruotano attorno a questo mondo.

Concludendo vorrei dare un consiglio ai giovanissimi che vogliono intraprendere questo viaggio lunghissimo: provateci, non vi fermate mai, siate feroci, siate consapevoli dei vostri gusti, date personalità al vostro spazio e fate sì che quest’ultimo si rispecchi in voi. Se vedete qualcosa che vi piace da impazzire credeteci, credeteci nonostante tutti vi dicano che non va bene, ma allo stesso tempo ascoltate ogni consiglio, e ripeto, ascoltatelo, non applicatelo se non volete, ma spalancate le orecchie; alcune delle persone migliori che ho conosciuto in questi due anni mi hanno dato consigli preziosissimi. Non siate creduloni, nessuno ti regala nulla, ma allo stesso tempo aiutate chi vi aiuta.

L’arte contemporanea è bellissima perché immortale, continua, come un flusso, un lungo fiume.

Giovanni Antignani 

giovanni

A01 Fine Art Gallery nasce a Napoli nel dicembre 2014 da un’idea di Giovanni Antignani, collezionista e appassionato di arte concettuale. 
La mission dello Spazio, sito in via Chiatamone a due passi dal Lungomare partenopeo, è nella ricerca e nella crescita di giovanissimi artisti che lavorano con concetti sociali ed antropologici sulle problematiche del mondo occidentale con un occhio di riguardo per le tradizioni, il paganesimo ed i “mondi sommersi” del sud della penisola.

sito web: www.azerouno.com

Facebook: a01fineartgallerynapoli